La Champions non è la Premier e nemmeno la Liga, perché il Liverpool che domina in Inghilterra si inchina all'Atletico Madrid che fatica in Spagna. Finisce 1-0 per Simeone, che ripete la stessa impresa del Napoli, allora di Ancelotti, capace di vincere addirittura 2-0 in casa nella gara d'esordio dei gironi. Da quella sera di settembre il Liverpool non aveva più perso ma soprattutto, al di là della sconfitta, impressiona il fatto che i campioni d'Europa non riescano a effettuare nemmeno un tiro nello specchio della porta di Oblak. Tanto fumo e niente arrosto, insomma, anche se in campo ci sono Salah, Firmino e Manè, che in questo stesso stadio, l'1 giugno scorso, avevano sollevato la Champions dopo il derby inglese con il Tottenham. Stavolta non c'è nulla di definitivo perché l'Atletico dovrà andare ad Anfield, ma se Koke e compagni giocheranno con la stessa feroce concentrazione non sarà facile per i Reds ribaltare lo 0-1, frutto di un altro capolavoro tattico di Simeone. A nulla serve, infatti, la pressione continua del Liverpool specie nella ripresa, perché in più di un'occasione è proprio l'Atletico a sfiorare con maggiore pericolosità il gol.  

ATLETICO SPRINT - Pronti via e l'Atletico Madrid dopo 4' è già in vantaggio su azione di calcio d'angolo. Saul da pochi passi sfrutta un'indecisione di Fabinho e infila di destro Alisson. Simeone, che inizialmente porta Diego Costa in panchina e non può nemmeno contare sul gioiellino Joao Felix, non poteva augurarsi di meglio. Koke e compagni, infatti, aspettano il Liverpool nella propria metà campo e poi ripartono in contropiede, cercando le due punte Correa e Morata. A nulla serve il maggior possesso-palla dei campioni d'Europa, perché il calcio non è aritmetica ma tattica e tecnica e così ancora una volta Simeone dà una lezione di concretezza, perché il suo 4-4-2 è perfetto con tre linee sempre ravvicinate e compatte. Klopp può schierare il suo miglior tridente con Salah, Firmino e Manè, ma gli spazi sono troppo stretti perché i due centrali Savic e Felipe sono perfetti nell'anticipo e così Oblak non deve compiere nemmeno una parata nel primo tempo. Il suo collega Alisson, invece, deve salvare su Morata pronto a scattare in velocità tra Van Dijk e Gomez, a dimostrazione della pericolosità dei padroni di casa, per nulla disposti a subire la pressione degli avversari e anzi più di loro vicini a un altro gol.

ASSALTI LIVERPOOL - Visto che Manè è già ammonito e non è nemmeno in serata, Klopp dopo l'intervallo inserisce Origi al suo posto, mentre Simeone sostituisce Lemar con Llorente. Ma il vero cambio, che non figura nelle formazioni, è quello della mentalità perché improvvisamente si rivede il miglior Liverpool che aggredisce l'Atletico chiudendolo nella propria area di rigore. Sono assalti furibondi che mettono a durissima prova la concentrazione di Savic e compagni sempre più sotto pressione. Eppure anche quando sembrano sul punto di crollare, graziati da un colpo di testa di Salah fuori di poco, i padroni di casa riescono a sfiorare il raddoppio, naturalmente in contropiede, quando Morata scivola al momento del tiro tutto solo davanti ad Alisson.

NE' MORATA NE' SALAH - Visto che i ritmi sono altissimi, Simeone e Klopp inseriscono forze fresche soprattutto in attacco. Vitolo rileva Morata, ma soprattutto Oxlade-Chamberlain prende il posto di Salah meno preciso del solito. E poco più tardi, dopo 96 giorni e 16 partite, torna tra gli applausi Diego Costa che sostituisce Correa, per cercare di tenere di più il pallone nelle rare occasioni in cui l'Atletico riesce ad alleggerire la pressione degli assatanati inglesi. Tanto fumo produce soltanto un'ammonizione al tarantolato Klopp che salta in continuazione davanti alla sua panchina, cercando invano di spingere i suoi al pareggio. Il fortino di Simeone, però, resiste fino all'ultimo dei 4' di recupero e anzi Diego Costa e compagni chiudono all'attacco, legittimando un successo tanto clamoroso quanto ineccepibile.