Uno a uno non fa male a nessuno, ma il pareggio tra Inter e Roma alla fine serve più alla squadra di Spalletti che a quella di Ranieri. I nerazzurri, infatti, mantengono i 5 punti di vantaggio sul quarto posto del Milan e soprattutto i 6 di vantaggio sul quinto della Roma, in attesa di sapere che cosa farà l’Atalanta, lunedì a Napoli, al momento a meno 8. Giusto così, ma la Roma può e deve rammaricarsi di più, prima di tutto perché era andata in vantaggio dopo meno di un quarto d’ora con un gran gol di El Shaarawy e poi perché, dopo il pareggio di Perisic nella ripresa, ha sfiorato la rete del 2-1 proprio in chiusura con Kolarov. Ma soprattutto Ranieri può essere meno contento di Spalletti perché con un successo la Roma avrebbe scavalcato il Milan, che invece è sempre davanti. Tutto rimandato, quindi, con due certezze al di là del risultato. L’Inter, che non ha ancora ritrovato il miglior Icardi, inserito soltanto nella ripresa, è la solita squadra inaffidabile che punta più sulle prodezze dei singoli che sul gioco, in assenza di un vero regista in grado di illuminare la manovra. La Roma, invece, malgrado la cura tattica e psicologica di un allenatore esperto come Ranieri, rimane una squadra con grandi problemi di tenuta atletica, perché il calo nella ripresa dopo un promettente primo tempo non  può essere casuale, malgrado l’occasione finale di Kolarov. 

NO ZANIOLO E MANOLAS - La Roma si presenta con due sorprese: una per scelta, perché Ranieri decide di lasciare in panchina Zaniolo, l’altra forzata per l’infortunio che blocca Manolas. Via libera, quindi, a Nzonzi in mezzo al campo al fianco di Cristante, e a Juan Jesus al centro della difesa vicino a Fazio. Non cambia infatti il modulo, con il 4-2-3-1 in cui Pellegrini però avanza al centro del tridente a supporto di Dzeko, tra Under ed El Shaarawy, mentre Florenzi e Kolarov sono gli esterni difensivi davanti a Mirante, confermato in porta al posto di Olsen. Ma a prescindere di chi va in campo, la nuova Roma che Ranieri sta faticosamente rilanciando dimostra di avere una compattezza che fa rima con sicurezza e non a caso parte subito meglio dell’Inter, sfiorando subito il gol con Dzeko, che però devia debolmente di esterno senza spaventare Handanovic. 

NO ICARDI, SI’ LAUTARO - L’Inter, che sperava di battere la Roma per volare indisturbata verso il terzo posto, rinuncia a Icardi, fischiato dalla curva ma zittita dal resto dello stadio, perché Spalletti vuole giocare soltanto con una punta centrale e gli preferisce il suo connazionale Lautaro Martinez. Proprio il nuovo titolare argentino risponde a Dzeko con un gran colpo di testa che Mirante devia sul palo. Sembra il segnale del risveglio dell’Inter, ma non è così malgrado il maggior affiatamento dei nerazzurri che si presentano con un identico 4-2-3-1 in cui de Vrij e Skriniar sono la collaudata coppia centrale tra D’Ambrosio e Asamoah, con Borja Valero e Vecino alle spalle del tridente Politano-Nainggolan-Perisic dietro Lautaro. Stranamente, però, l’Inter gioca con il freno a mano tirato, soffrendo la personalità della Roma che cerca con maggiore insistenza la porta avversaria.


CAPOLAVORO EL SHAARAWY - E così al secondo tentativo i giallorossi trovano il gol, anzi un gran gol, con un autentico capolavoro di El Shaarawy che sfrutta un velo intelligente di Dzeko, punta la porta e infila Handanovic con un gran destro destinato all’angolino opposto. Non un gol casuale ma la sua specialità perché quei gol con la corsa sulla sinistra e il tiro forte a rientrare li segna da quando giocava in Serie B nel Padova, prima di essere acquistato dal Milan. Passata in vantaggio, la Roma ha il merito di non chiudersi, dimostrando di giocare di più e meglio dell’Inter. Senza ritmo e fantasia la squadra di Spalletti gioca soltanto sulle fasce laterali, più a destra che a sinistra dove Perisic conferma di non attraversare la sua migliore stagione. Gli unici pericoli, infatti, arrivano dalla destra, con D’Ambrosio e Politano che alterna cross e tiri, il più insidioso dei quali alla fine del primo tempo costringe Mirante a una respinta difficoltosa, che Vecino però non riesce a sfruttare calciando alto.

ZANIOLO E LAUTARO - L’intervallo fa cambiare idea a Ranieri e Spalletti, perché il primo rilancia subito Zaniolo al posto del deludente Under, mentre il secondo aspetta 10’ per togliere l’inutile Nainggolan inserendo Icardi che si piazza davanti a tutti, con Lautaro arretrato alle sue spalle. La svolta della partita, però, arriva dall’uomo meno atteso nella posizione meno attesa. Ancora una volta il cross buono arriva alla destra, stavolta da D’Ambrosio, sulla testa di Perisic che devia con la precisione del centravanti battendo l’incolpevole Mirante. La Roma sembra in riserva a livello fisico, improvvisamente rattrappita nella propria metà campo, ma l’Inter non riesce ad approfittarne e stupisce la staffetta Joao Mario-Lautaro. Non stupisce, invece, l’ingresso di Kluivert al posto di Pellegrini per restituire alla Roma un po’ della velocità perduta nella ripresa. Poco dopo Spalletti risponde con una mossa analoga, rispolverando Keita al posto di Politano che sembra avere dato tutto. La mossa, però, non serve e anzi proprio al 90’ Kolarov sfiora il gol del successo, negatogli soltanto da un grande intervento di Handanovic che devia il suo destro in corsa, mentre sta per cadere a contatto con Asamoah. Ranieri protesta, ma non serve. Uno a uno era e uno a uno resta.

IL TABELLINO

Inter-Roma:  1-1

Marcatori: El Shaarawy; Perisic

Assist: D’Ambrosio (I)

Inter: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Borja Valero; Politano (dal 39’ s.t. Keita), Nainggolan (dal 9’ s.t. Icardi), Perisic; Lautaro (dal 34’ s.t. Joao Mario).

Roma: Mirante; Florenzi, Juan Jesus, Fazio, Kolarov; Cristante, N’zonzi; Under (dal 1’ s.t. Zaniolo), Pellegrini (dal 36’ s.t. Kluivert), El Shaarawy; Dzeko.

Ammoniti: Vecino (I), Cristante (R), Zaniolo (R)

Espulsi: -

Arbitro: Marco Guida (Sezione di Torre Annunziata)