La buonanotte è una montagna. Quella che, dal versante della Valle d’Aosta, separa l’Italia dalla Svizzera. Dopo il “Bianco”, con i suoi 4615 metri, è la seconda cima più alta del nostro Paese. Da qualche giorno sulla punta del massiccio Brethorne sventola una bandiera granata. Quella “storica,” legata al nome del Grande Torino e ai suoi leggendari eroi caduti a Superga, settant’anni fa. Per issarla nella neve ghiacciata si sono “inventati” alpinisti due ex calciatori, Enrico Annoni e Pasquale Bruno.

Per la verità con loro, dal campo base, era partito anche il “poeta del gol” Claudio Sala. Il “capitano”, però, si è dovuto arrendere a quota 3500 mentre i suoi compagni di avventura sono riusciti a violare la sommità. Sarebbe stato comodo e facile raggiungere la cima in elicottero. Ma, se così avessero fatto, Annoni e Bruno non avrebbero onorato il loro pedigree di “combattenti granata”. Una razza speciale figlia e nipote di una storia speciale. Quella del Torino che è l’unica squadra di calcio a non essere soltanto una squadra di calcio, ma una fede. E per questa fede, chi ha indossato quella maglia, è pronto anche scalare le montagne.

Buonanotte e fate sogni colorati

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