La buonanotte è una bicicletta. Rossa e un poco malandata. Sempre la stessa. Legata con una catena ad un palo davanti agli stabilimenti Principi di Piemonte a Viareggio. Sola, in mezzo a lussuose fuoriserie. Lei stava a indicare che Cesare Maldini era già in spiaggia. Arrivava di mattina presto e se ne andava quando iniziava il formicaio snob. Dalla sua casa del Marco Polo al lungomare, passando per la pineta. Il solito percorso. Potevi regolare l’orologio tanto era puntuale. Da lontano la gente lo salutava. Ciao mister e buona giornata. Il giornalaio, il barista, il benzinaio, l’uomo dei bomboloni, il pescatore di arselle. Per ciascuno una sosta e quattro chiacchiere. Il Milan, la nazionale, Paolino il campione. Con assoluta semplicità. Come lui. Perfetto stile Maldini, il mister che sussurrava al calcio.

L’uomo, figlio di un marinaio triestino, che il mare della tranquillità l’aveva dentro senza bisogno di andarlo a cercare alla Maldive. Gli sono sempre bastati Viareggio e una bicicletta. E c’è chi, oggi, giura di vederlo ancora passare. La mattina presto. Buonanotte e fate sogni colorati.

 
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