La buonanotte è un “bau”. Vuol dire molte cose nel linguaggio dei cani. Per i giocatori del Pietrasanta era la colonna sonora di un gol realizzato. Si chiamava Due. Un meticcio trovatello. Lo aveva adottato Bruno Bartoli, notabile versiliese e vicepresidente della società ai tempi d’oro. In quindici anni di onorata carriera da cane, Due non ha perso una sola partita della squadra della cittadina che vive di cultura, buon cibo e pallone.

Era più di una mascotte. Era un autentico ultras. Seguiva gli incontri accovacciato in tribuna e nell’intervallo andava a fare pipì nel prato, dietro le gradinate. A ogni gol del Pietrasanta abbaiava e sventolava la coda. Se a segnare erano gli avversari si copriva il muso con le zampe. Durante la settimana si allenava con i suoi amici giocatori. Il premio partita era l’osso della bistecca con ancora un poco di carne attaccata.

Qualche mese fa Due non è si è più tornato allo stadio. Dimagrito e mezzo cieco si era addormentato con Bruno che gli teneva una zampa. Ora riposa, in terra, nel parco della Versiliana dove D’Annunzio e La Duse amoreggiavano. E per i pietrasantini anche Due è già leggenda. Buonanotte e fare sogni colorati

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