La Fiorentina più brutta di questa e di tante altre stagioni ha vinto immeritatamente una partita che ha rischiato più volte di perdere. L'ha vinta contro l'ultima in classifica, la Spal, che porta a Ferrara un carico enorme di rimpianti. Ha giocato meglio (diciamo che almeno ha provato a giocare), ha avuto le occasioni migliori (compreso un palo), ma alla fine l'ha buttata via. La Fiorentina in campionato non vinceva dal 30 ottobre (a Reggio Emilia contro il Sassuolo), non vinceva al "Franchi" dal 6 ottobre (1-0 contro l'Udinese), non aveva mai vinto sul suo campo con Commisso presente in tribuna e questi tre punti sono fondamentali per sollevare la classifica: chiude a quota 21, in perfetta media-salvezza..., fa il sorpasso sul Sassuolo ed evita quello della Sampdoria. Ma attenzione, se continua a (non) giocare così, il rischio di ritrovarsi di nuovo in zona-retrocessione è alto, anche perché ora arriveranno di seguito Napoli (al San Paolo), Genoa (al Franchi), Juventus (a Torino) e Atalanta (in casa). Ci vuole qualcosa di molto, ma molto più sostanzioso.

45' ORRENDI - Il primo tempo è stato il più insipido e il più anticalcistico degli ultimi trent'anni della storia viola. Una squadra agghiacciante, vuota di tutto, di gioco, di forza fisica, di idee, di grinta, una squadra sbagliata da cima a fondo, con un attacco che aveva la sua punta di diamante in Federico Chiesa, due gol alla fine del girone d'andata, e come partner un ciondolante Boateng. E' rientrata negli spogliatoi fra i fischi del "Franchi", ma con un punto che non avrebbe meritato. In quei 45' ci sono state due occasioni, una doppia, tutte della Spal, la prima con un colpo di testa di Felipe su cross di Murgia, la seconda con un palo dalla lunga distanza di Strefezza (tiro smanacciato da Dragowski) e con un tap-in impreciso sempre di Felipe e un metro dalla linea di porta.

MEGLIO SEMPLICI - La Spal manovrava lentamente ma sempre con i movimenti giusti. La Fiorentina no, non costruiva, lanciava dalla difesa e ogni volta la difesa ferrarese aveva la meglio sullo spento Boateng e sul peggior Chiesa di questi tempi, che già erano tempi magri per lui. I giocatori di Semplici erano sempre in anticipo sui viola, erano sempre primi sulle respinte, sempre più reattivi, la differenza di condizione fisica era incredibile. Difesa a quattro, due centrocampisti (Missiroli e Murgia) che costruivano, Valoti utilizzato per controllare Pulgar (una specie di "passacarte" nel centrocampo viola) e rifinire, e i continui recuperi e rilanci di Strefezza a destra e Di Francesco a sinistra, sempre puntuali nelle chiusure di due esterni inespressi e inespressivi come Dalbert e Lirola.

MA CHE C'ENTRA BOATENG? - La Fiorentina non stava giocando una partita che doveva vincere, stava solo trascorrendo il suo tempo in attesa della provvidenza. Il suo calcio approssimativo era di facilissima lettura per la Spal. Con una particolarità: siccome l'unico schema viola era il lancio lungo, la difesa ferrarese saliva subito, appena la palla era nella metà campo viola, ma Chiesa restava sempre in fuorigioco, rientrando a passo lento, e in questo modo i lanciatori viola dovevano rallentare ancora di più il gioco. Iachini aveva scelto Boateng accanto a Chiesa, rinunciando di fatto al centravanti. Scelta a dir poco strana. Si poteva pensare a un malanno notturno di Vlahovic, a un acciacco dell'ultimo minuto, invece alla fine del primo tempo Boateng è rimasto negli spogliatoi ed è entrato Vlahovic.

SOLO CASTROVILLI - La Fiorentina era tutta nel suo miglior centrocampista, Gaetano Castrovilli, l'unico capace di recuperare palla e far partire l'azione, l'unico da sufficienza piena. E intorno a Castrovilli a inizio ripresa la Fiorentina si è almeno spinta nella metà campo della Spal. Chiesa (mantenendo alta la sua media personale di errori sotto porta) ha sbagliato un gol da due passi su assist di Vlahovic, ma dopo un quarto d'ora una mossa coraggiosa e azzeccata di Semplici ha riportato la partita sul versante ferrarese: fuori Di Francesco, dentro un'altra punta, Floccari, squadra col 4-3-1-2, con Valoti dietro ai due attaccanti. Qualche minuto dopo, la risposta di Iachini: dentro Cutrone, al debutto, non al posto di uno dei due inutili esterni ma di Chiesa e squadra sempre col 3-5-2. Valoti, poco dopo la mezz'ora, ha sbagliato un gol incredibile solo davanti a Dragowski: pallonetto fuori.

IL BALZO DI PEZZELLA - Troppi errori pesanti, così la Spal è stata punita, seppure con una premessa casuale: un tiro sbagliato di Lirola si è trasformato in assist per Benassi, la cui conclusione è stata deviata in angolo da Berisha. Dalla bandierina, l'esecuzione di Pulgar (utile solo per questo, per i calci piazzati), balzo di Pezzella su Cionek e 1-0 per i viola. Si è visto anche Cutrone, per un colpo di tacco uscito di poco. A consolare Iachini i risultati, 4 punti nelle prime 2 partite, due in più di quelli raccolti da Montella nelle precedenti 7 gare. A consolare Commisso, invece, gli applausi raccolti sotto la Fiesole a fine partita, quando è andato a salutare i tifosi. Almeno sotto questo profilo, da Della Valle a oggi i tempi sono davvero cambiati a Firenze...

IL TABELLINO

Fiorentina-Spal 1-0 (primo tempo 0-0)


Marcatori: 36’ s.t. Pezzella

Assist: 36’ s.t. Pulgar

Fiorentina: Dragowski, Caceres, Pezzella, Milenkovic, Lirola, Benassi, Pulgar, Castrovilli, Dalbert, Boateng (1’s.t. Vlahovic), Chiesa (29’s.t. Cutrone). All. Iachini.

Spal: Berisha; Cionek, Felipe, Vicari; Igor (40’ s.t. Jankovic), Murgia, Missiroli, Valoti, Strefezza; Di Francesco (18’s.t. Floccari), Petagna. All. Semplici.

Arbitro: Doveri di Roma

Ammoniti: 38’ p.t. Pezzella (F), 33’ s.t. Murgia (S)