Dopo quattro vittorie consecutive in gare ufficiali, la Fiorentina si è fermata a Udine. Uno a uno, senza i gol dei suoi attaccanti ma con una perla di Edimilson a ristabilire il pareggio dopo la rete di Stryger Larsen. La squadra di Pioli ha sbagliato i primi 45', li ha giocati male, senza ritmo. Ma nel finale di gara, quando schierava quattro attaccanti in campo (Pjaca, Muriel, Simeone e Chiesa) ha avuto anche la possibilità di vincerla. L'errore dei viola è stato quello di accettare il tipo di gara che l'Udinese voleva, più fisico che tecnico. Non a caso uno dei migliori in campo è stato Behrami. La qualità dei viola, come detto, si è vista solo nel finale.

UN TEMPO GRIGIO - Il primo tempo è stato brutto, senza gioco, troppo fisico, con un sacco di falli (13) e due sole occasioni, la prima per l'Udinese (De Paul in area, tiro fuori di poco, dopo aver saltato Milenkovic), la seconda per la Fiorentina (colpo di testa di Pezzella su angolo di Biraghi, Musso ha respinto d’istinto). Nient'altro. L'impressione è che la squadra di Pioli stesse giocando con qualche certezza di troppo, forse credeva in modo eccessivo al 7-1 sulla Roma, ai 16 gol segnati nelle prime 4 gare ufficiali dell'anno. Giocava pensando che tanto, prima o poi, avrebbe segnato. Era lenta nell'avvio dell’azione, con un lungo, morbido e inutile possesso palla fra i tre difensori Laurini, Pezzella e Milenkovic. Dopo un quarto d'ora, Pioli ha fatto arretrare Edimilson e poi anche Veretout per far partire l'azione con più qualità, ma mancava sempre la velocità. Questo accadeva soprattutto per l'atteggiamento dell’Udinese che si ritirava tutta dietro la palla, tanto che De Paul e Pussetto diventavano i primi difensori.

CHIESA... TRIPLICATO - Nicola deve aver ragionato sui numeri: se Chiesa arrivava a Udine dopo la tripletta con la Roma era meglio... triplicarlo. Dalla sua parte si spostava Nuytinck, con l’aiuto di D'Alessandro (il vero marcatore del giovane viola) e il sostegno di Mandragora. Sta di fatto che in tutto il primo tempo Chiesa è stato pericoloso solo una volta, al 25', con un diagonale deviato in angolo da Ekong, il migliore dei friulani in difesa. Era poco incisivo Muriel e stretto in controlli rigidi Mirallas.

SOLO DE PAUL - Se alla Fiorentina serviva più velocità, per arrivare alla conclusione all’Udinese era indispensabile una presenza più pericolosa nella metà campo viola. De Paul, che con la gestione-Nicola ha di molto diminuito il suo rendimento, ha cercato stavolta di metterci la qualità, ma alle sue spalle erano tutti preoccupati di non lasciare spazio alla squadra che dall'inizio di gennaio viaggiava alla media di 4 gol a partita. Risultato: al 45', zero tiri nello specchio della porta di Lafont.

L'IDEA RUBATA - Pioli voleva vincere anche questa partita e a inizio ripresa ecco la staffetta: dentro Simeone, fuori Mirallas, squadra col 4-2-3-1, con Gerson trequartista, Chiesa a destra, Muriel a sinistra, il Cholito centravanti. La nuova Fiorentina del 2019 aveva un timbro chiaro: il contropiede. Idea rubata dall'Udinese che proprio in contropiede è andata in vantaggio. Alla base però c'era un doppio errore da polli dei viola, il primo di scelta, il secondo di tecnica. Se l'unica occasione pericolosa della Fiorentina era arrivata su angolo calciato direttamente in area di rigore (Pioli mandava dentro 6 uomini, non 5), non si capisce perché abbia cambiato idea, con palla da Biraghi a Veretout che ha sbagliato il controllo, l'Udinese è scattata con 6 giocatori, Pussetto è stato molto bravo a cercare e trovare Stryger Larsen sul palo opposto. Udinese in vantaggio.

CON PJACA E IL 4-2-4 - Pioli non ha perso tempo e ha cercato di aumentare il peso e la qualità dell'attacco con Pjaca al posto di Gerson. Sperava nel riscatto del croato nel nuovo anno: se nel 2018 aveva accusato una crisi inattesa, nel 2019 era proprio scomparso dalla scena. Con Pjaca, Fiorentina col 4-2-4, con Muriel al centro dell’attacco accanto a Simeone. Detto per inciso, nemmeno stavolta ha convinto.

LA PERLA DI EDIMILSON - Quattro attaccanti puri, ma il gol dell'1-1 è arrivato con la prodezza di un centrocampista, Edimilson: collo-interno di destro da fuori area, palla come un siluro sul palo dove Musso non poteva arrivare. Edimilson è stato il primo giocatore svizzero a segnare con la maglia della Fiorentina in Serie A. Nicola poco dopo ha scelto il fisico di Okaka al posto della qualità (un po' appannata nella ripresa) di De Paul.

FINALE VIOLA - Nell'ultimo quarto d'ora la Fiorentina ha avuto quattro buone occasioni per vincere la partita e questo alla fine ha aumentato il rimpianto di un primo tempo quasi non giocato. Tre volte ci ha provato Chiesa (una respinta di Musso e due conclusioni fuori di niente) e una Ceccherini, entrato al posto di Laurini (altra respinta di Musso).

LE CONSIDERAZIONI - Per l'Udinese il pareggio serve per tenere dietro ancora quattro squadre. Serve meno alla Fiorentina per rincorrere la zona-Europa League. La notizia buona, per Pioli, è che la sua squadra non perde in trasferta da 8 partite (9 se si conta anche quella di Coppa Italia a Torino) e l'ultima volta era successo nel febbraio del '98; quella cattiva è che sabato i viola incontreranno il Napoli anche senza Milenkovic, ammonito e già diffidato, oltre a Benassi già squalificato.

IL TABELLINO


Udinese-Fiorentina 1-1 (primo tempo 0-0)
 

Marcatori: 11' s.t. Larsen (U), 20' s.t. E. Fernandes (F)
 
Assist: 11' s.t. Pussetto (U)
 
Udinese (3-5-2): Musso; De Maio, Ekong, Nuytinck; Larsen, Fofana, Behrami, Mandragora, D'Alessandro: Pussetto (40' s.t. Lasagna), De Paul (29' s.t. Okaka). All. Nicola.
 
Fiorentina (4-3-3): Lafont; Laurini (38' s.t. Ceccherini), Pezzella, Milenkovic, Biraghi; Gerson (15' s.t. Pjaca), E. Fernandes, Veretout; Chiesa, Mirallas (1' s.t. Simeone), Muriel. All. Pioli
 
Arbitro: Orsato di Schio
 
Ammoniti: 17’ p.t. Milenkovic (F), 43’ p.t. Mandragora (U), 14’ s.t. Gerson (F), 14’ s.t. Laurini (F), 29’ s.t. Pussetto (U), 35’ s.t. Behrami (U)