La solita Juve di Allegri avrebbe meritato di perdere il derby d’Italia (definizione breriana) e invece Ronaldo non solo l’ha salvata da una brutta figura, ma ha anche emendato con il suo gol una prestazione individualmente insufficiente.

Come squadra meglio l’Inter che ha avuto una sola responsabilità: quella di non capitalizzare nel primo tempo quando avrebbe dovuto segnare almeno tre reti. Molti, salomonicamente, dicono che le due squadre si sono spartiti i due tempi. Per me no. Ha fatto di più e meglio l’Inter, ma nella ripresa è calata, il giro palla è diventato fine a se stesso, si è cercata poco la profondità. Un appunto a Spalletti: Lautaro Martinez l’avrei inserito prima, mentre è stato giusto avvicendare i centrocampisti quando la partita rischiava di scivolar via.  

L’allenatore interista sceglie Icardi e lascia Lautaro in panchina. Allegri, invece, comincia con il 3-5-2 ma in meno di un quarto d’ora si rifugia nel 4-4-2 con Ronaldo e Bernardeschi davanti, Cuadrado a destra e Matuidi a sinistra. Dire che l’allenatore juventino e la sua squadra sbagliano l’approccio è essere eufemistici. Sbagliano proprio partita perché l’Inter pressa e attacca, mentre i bianconeri dormono tutti. Per primo il portiere, altre volte decisivo e questa, invece, incerto e tecnicamente rivedibile. Intendiamoci, il tiro al volo di Nainggolan (destro) è forte, a girare e sufficientemente angolato, però Szczesny si muove tardi e senza esplosività. Un portiere di livello quella conclusione la devia con entrambe le mani.

Che non si tratti di un episodio iniziale lo si capisce dalla sequenza di occasioni che l’Inter crea e Szczesny sventa. La seconda la propizia forse il peggiore in campo della Juve, almeno nel primo tempo. Trattasi di Cristiano Ronaldo che perde una delle tante palle a centrocampo e innesca una ripartenza che Icardi, servito da Vecino, conclude con un tiro da appena dentro l’area. Il portiere polacco vola e mette in angolo. Poi dalla bandierina risolve una mischia susseguente ad un colpo di testa di De Vrij. 

L’Inter domina, la Juve annaspa. La differenza la fa il pressing e l’intensità. Per me c’è anche differenza nell’impostazione mentale. Di chi il merito? Da una parte c’è una squadra e un allenatore che ci credono, dall’altra un gruppo di supponenti guidati da uno che si è accorto alla vigilia di questa partita di essere stato disastroso con l’Ajax. L’Inter non solo merita il vantaggio, ma dovrebbe chiudere il primo tempo con almeno un altro gol. Se Handanovic non fa una parata, dall’altra parte devono superarsi prima Matuidi e poi Chiellini su una conclusione ravvicinata di Icardi. La Juve non solo è timida, ma presenta giocatori che la dirigenza farebbe bene a congedare: Cancelo, Alex Sandro, Cuadrado, lo stesso Bernardeschi. Molti lo considerato il futuro messia, invece è un manierista sopravvalutato.

Nella ripresa si fa male quasi subito Alex Sandro (non un cross riuscito) ed entra Spinazzola. Allegri, che potrebbe tornare a tre, con due esterni come Spinazzola e Cancelo, adatti ad attaccare, resta con il 4-4-2. Spalletti, invece, non ha problemi di sistema di gioco, ma di iniziativa. L’Inter sembra attendere e l’allenatore non gradisce. 
L’Inter ha speso troppo? Può essere, ma lasciare che la Juve prenda campo, anche senza produrre nulla di significativo, non è mai un atteggiamento condivisibile. E’ vero che Perisic ci prova da lontano dando l’impressione del gol, ma Ronaldo il gol lo fa davvero anche quando la palla sembra perduta. Lo scambio con Pjanic è ravvicinato, l’esplosione del destro, collo pieno a filo d’erba, fulmina Handanovic. Nel frattempo, anche se non c’entra con la segnatura, Allegri inserisce Kean e transita al 4-2-4. Le mosse e il pareggio, però, non cambiano la partita perché, seppure a ritmo più lento, torna a condurla l’Inter e Szczesny riscatta definitivamente l’errore iniziale con una superlativa deviazione su Perisic, servito da Icardi da due passi. 

La Juve gioca di rimessa, non come la dominatrice del campionato, ma come una provinciale qualsiasi. Cionondimeno raccatta qualche occasione (la più grossa con il debuttante Pereira) anche se sembra soddisfatta di finire senza perdere. Ci riesce, ma non mi pare se ne debba gloriare.   

IL TABELLINO

Inter-Juventus 1-1

Marcatori: Nainggolan (I); Ronaldo (J)

Assist: Politano (I); Pjanic (J)

Inter: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Politano (dal 34’ s.t. Joao Mario), Nainggolan (dal 29’ s.t. Borja Valero), Perisic; Icardi (dal 37’ s.t. Lautaro).

Juventus: Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro (dal 4’ s.t. Spinazzola); Can, Pjanic, Matuidi (dal 15’ s.t. Kean); Cuadrado, Ronaldo, Bernardeschi (41’ s.t. Pereira).

Ammoniti: Cuadrado (J), Perisic (I), Chiellini (J), Kean (J)

Espulsi:

Arbitro: Luca Banti (della Sezione di Livorno)