Quarta sconfitta in  13 partite, la Roma prosegue nella sua stagione sbagliata. L’Udinese, invece, l’ha probabilmente rimessa in piedi con una vittoria che sta tutta nel sudore della squadra, nella concretezza del suo nuovo allenatore Nicola e nella prodezza del suo miglior giocatore, Rodrigo De Paul. In questo turno di campionato, la Roma rischia il sorpasso di altre 4 squadre e vede il quarto posto sempre più lontano. Ma la sensazione che affiora da questa nuova sconfitta è perfino più negativa: la squadra di Di Francesco non sembra in grado di fare tanto meglio. A Udine ha tenuto la palla per il 75,5 per cento del tempo, è arrivata al tiro 26 volte, ma di pericoli seri, veri, ne ha creati pochissimi. Ha giocato con lentezza, senza mai cambiare marcia, mai ritmo, senza mai brillare. Quando l’Udinese ripartiva, invece, metteva spesso in difficoltà la difesa giallorossa. Nicola ha dato subito un’identità chiara alla sua squadra: per salvarsi non si deve prendere gol. E così è stato. Doveva risollevarla moralmente, visto che nelle ultime 7 gare aveva fatto appena un punto e la vittoria sulla Roma servirà anche a questo.

GIOCO SPENTO - Il primo tempo non ha avuto niente di spettacolare, niente di elettrizzante. Ha giocato solo la Roma, ma con una lentezza tale da consentire all’Udinese di difendersi senza alcun affanno. In quei 45', l’unica conclusione pericolosa è stata di Kolarov con una punizione molto laterale, calciata col suo potente mancino sul primo palo, con pronta respinta di Musso. Davide Nicola, al debutto sulla panchina friulana, aveva preparato una partita di contenimento. Agli otto difensori puri (cinque sulla linea difensiva, più i tre mediani sempre ben appiccicati a quella linea) si aggiungevano uno per volta i due attaccanti, Pussetto e De Paul. Per questa ragione, e forse anche per la stanchezza fisica e mentale post-Nazionale, Nicola aveva portato in panchina Lasagna. La Roma ha tenuto palla, ha chiuso il primo tempo col 77,6 per cento di possesso, ma non ha mai alzato la velocità, non ci ha mai messo fantasia, e così i suoi 11 tiri si sono rivelati quasi tutti poco pericolosi, tranne la punizione di Kolarov e la prima conclusione di El Shaarawy, su tocco di Pellegrini. In mezzo al campo, Behrami marcava a uomo proprio Pellegrini, lo ha controllato così bene che il centrocampista di Di Francesco è rimasto a lungo ai margini della stanca manovra della Roma. A cui mancavano la velocità d’insieme (monocorde Nzonzi, monotono Cristante) e quella individuale di Kluivert chiuso a destra dallo straripante (come forza fisica e atletica) Samir. Mancava ancora l’apporto di Schick, preferito a Dzeko che per la seconda volta consecutiva è andato in panchina: è vero che il gioco non lo raggiungeva mai, ma è vero pure che nemmeno lui si dava da fare per farsi coinvolgere. In ogni caso Mirante, che aveva preso il posto dell’acciaccato Olsen e tornava in campo dopo 195 giorni, non è mai stato impegnato.

LA PRODEZZA DI DE PAUL - E’ stata l’Udinese a cambiare la partita. O meglio, è stato Rodrigo De Paul con una delle sue prodezze. I friulani sono ripartiti sulla linea di metà campo, un colpo di tacco di Pussetto ha mandato fuori tempo Santon che ha perso De Paul, su cui Juan Jesus ha chiuso con troppa morbidezza, Mirante è uscito dai pali e l’argentino lo ha battuto con un pallonetto. Era l’8' del secondo tempo, ora toccava a Di Francesco far riemergere una squadra che proprio non c’era. Ma il tecnico giallorosso ha tardato a intervenire e l’Udinese ha raddoppiato con Pussetto. Per Fabbri il gol era buono, ma Guida lo ha richiamato al Var per fargli notare che Pussetto aveva controllato col braccio il lancio stupendo di De Paul. Quindi, niente gol. Solo a quel punto, in netto ritardo, il tecnico della Roma ha fatto il primo cambio: fuori l’inconcludente e tenero Kluivert, dentro Ünder. Si è fatto male Samir ed al suo posto è entrato Pezzella. A 20' dalla fine, fuori Schick, altra delusione dopo la bellissima rete segnata con la Repubblica Ceca, per dare spazio a Dzeko. Al 35' si sono fermati De Paul e Pellegrini, ai loro posto Machis e il giovanissimo Zaniolo.

ATTACCO ROMA IMPRECISO - La Roma continuava a tenere palla, ma giocando ormai nella metà campo friulana lasciava spazi che l’Udinese avrebbe potuto e dovuto sfruttare meglio. In quegli spazi dominava Fofana che, mentre gli altri calavano, saliva sulla scena con ripartenze micidiali. Dzeko e Ünder, pur essendo più presenti in area dei loro predecessori, non erano troppo incisivi. Pussetto, invece, continuava a punzecchiare. Nei 6' di recupero, Fazio è andato ad aggiungersi a Dzeko al centro dell’attacco, ma è stato tutto inutile. A 3' dalla fine, Machis ha sbagliato il colpo del ko solo davanti a Mirante, che gli ha bloccato il tiro.


IL TABELLINO

Udinese-Roma 1-0 (0-0 fine primo tempo)

Marcatori: 9' s.t. De Paul (U)

Udinese (5-3-2): Musso; Ter Avest, Larsen, Troost-Ekong, Nuytinck, Samir (25' s.t. Pezzella); Fofana, Behrami, Mandragora; Pussetto (50' s.t. D'Alessandro), De Paul (34' s.t. Machis). All. Nicola

Roma (4-2-3-1): Mirante; Santon, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Nzonzi, Cristante; Kluivert (20' s.t. Under), Pellegrini Lo. (34' s.t. Zaniolo), El Shaarawy; Schick (26' s.t. Dzeko). All. Di Francesco

Arbitro: Fabbri (sez. Ravenna)

Ammoniti: 20' s.t. De Paul (U), 21' s.t. Behrami (U)