Nemanja Radonjic ci riprova. Dopo l'esperienza poco felice in Italia, il 22enne serbo riparte da Marsiglia, dove ritrova l'ex Roma Rudi Garcia. Un'altra chance, forse l'ultima nonostante la giovane età, per dimostrare di essere cambiato: esterno sinistro di grandissimo talento, non è riuscito a imporsi prima in giallorosso e poi all'Empoli per la sua attitudine alla vita mondana. Poi la rinascita alla Stella Rossa, culminata con la qualificazione alla fase a gironi di Champions League, e la chiamata dell'OM.

DAGLI ESORDI ALLA ROMA - Nato calcisticamente nelle squadre della sua Niš, lo Zeleznicar e il Radnicki, Radonjic è un esterno che predilige partire da sinistra per poi rientrare sul destro. Molto veloce, è in grado di usare allo stesso modo i due piedi, non offrendo punti di riferimento agli avversari. Considerato uno dei talenti più puri del calcio serbo fin da giovanissimo, è Goran Grujic, padre di Marko - centrocampista dell'Hertha Berlino - a consigliarlo alla Stella Rossa. Radonjic arriva a Belgrado alla corte di Djuric, ma poco dopo decide di tornare a Niš, dove si allena per poi tornare in treno ogni weekend a Belgrado per disputare le partite. Un anno dopo arriva la chiamata del Partizan, i rivali storici: una proposta difficile da rifiutare per Nemanja, nonostante la fede calcistica, che sogna in gran segreto un ritorno alla Stella Rossa. Proprio al Partizan, il classe 1996 inizia a mostrare i primi segni di insofferenza, con una vita sregolata fuori dal campo. Nell'autunno 2013, Radonjic passa all'Academia Hagi, dopo aver rotto con il presidente Djuric. Il serbo resta poche settimane in Romania, prima di trasferirsi alla Roma, con Sabatini che stacca un assegno di 4 milioni per assicurarselo. Inizialmente viene aggregato alla Primavera, con la quale gioca il Torneo di Viareggio, prima di finire in prestito all'Empoli di Sarri nella stagione 2014/2015. Anche qui, Radonjic non riesce a imporsi, e viene rispedito al mittente, dove nell'estate 2015 si allena con la prima squadra guidata da Rudi Garcia, prima di finire ai margini della rosa. Le sue qualità tecniche e fisiche vengono annullate da una vita piena di eccessi fuori dal campo, che ne condizionano le prestazioni.
LA RINASCITA - Dopo sei mesi lontano dai campi, a gennaio Radonjic torna a Belgrado in prestito per vestire la maglia del Cukaricki. Qui trova Lalatovic, l'allenatore dei serbi, che lo aiuta a ritrovare la forma dopo aver raggiunto quota 89 chili: il classe '96 torna a riassaporare l'emozione del calcio giocato con alcuni spezzoni di partita, in cui mette a segno qualche gol. La cura Lalatovic, affiancato dal nuovo agente Grgic, rimette in sesto Radonjic, che al termine della stagione registra una perdita di 12 chili. Proprio Grgic lo segue passo passo nella sua rinascita, affidandolo a ex calciatori famosi tra cui l'ex Parma Savo Milosevic. "Questo è un nuovo Nemanja Radonjic, il vecchio non esiste più" dichiara lo stesso calciatore nella presentazione con la Stella Rossa, dove torna a titolo definitivo nell'estate 2017. L'ala va in gol nel preliminare di Europa League contro il Krasnodar ed esplode di gioia, festeggiando sotto quella curva che lui stesso aveva vissuto da giovanissimo appassionato del club, in compagnia di tanti amici. È l'evento che segna la rinascita calcistica di Radonjic, arrivata grazie a Lalatovic, Grgic e al nuovo tecnico Milojevic.

ORA IL MARSIGLIA - Un'ottima annata gli vale la convocazione per il Mondiale di Russia. In questo primo scorcio di stagione Radonjic ha confermato le sue enormi potenzialità con 4 reti nei turni preliminari di Champions League, trascinando la Stella Rossa alla fase a gironi. Ora toccherà a Rudi Garcia - che lo ha voluto fortemente a Marsiglia - allonatare Radonjic dalle tentazioni per proseguire la scalata verso la definitiva consacrazione.