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La Roma è allo sbando: perché Pallotta è innocente e Monchi il colpevole

La Roma affonda e ormai tanti, tra cortigiani e banderuole, puntano il dito contro Di Francesco, colpevole di comodo. Sbagliato: qualche errore lo ha certamente commesso, ma tutta questa confusione tattica non è farina del suo sacco quanto di un organico mal costruito.

I tifosi di curva, invece, inveiscono contro Pallotta, il quale - in quanto presidente, e quindi voce decisiva e finale nelle scelte - ha certamente responsabilità importanti. Anche lui, però, ha delle attenuanti, per manifesta incapacità: di calcio non sa nulla, ha confidato paciosamente che fino a pochi anni fa odiava questo sport (addirittura), come potete pensare che prenda decisioni tecniche credibili? L’errore, semmai, è dargli considerazione quando esprime un giudizio su un calciatore o un allenatore: sarebbe come se noi ci permettessimo di valutare (con tracotanza, tra l’altro) un lanciatore di baseball o un trottatore. Che ne sappiamo se non abbiamo mai seguito certe discipline? 

Proprio a causa delle sue scarsissime conoscenze, oltre che per gli altri suoi impegni (in Italia non si vede mai...), Pallotta delega la gestione della parte tecnica, mercato incluso. Adesso il prescelto è Monchi, uno che a Siviglia passava per fenomeno. Ebbene, a Roma ha sbagliato tutto, anche le scelte più elementari. Non vogliamo tornare alla cessione di Salah, capocannoniere di Premier, e alla cifra pressoché identica spesa per Schick: concentriamoci sull’ultima estate.

Come si può, ad esempio, investire 60 milioni per Pastore e Cristante, due trequartisti, per affidarli a un allenatore che gioca senza trequartista? E come si può investire quasi 30 milioni per Nzonzi, il calciatore più vicino a De Rossi che esista, e poi cedere a mercato chiuso Strootman, l’unico centrocampista con le caratteristiche che sarebbero servite a Di Francesco (il quale, non a caso, nella prima giornata lo aveva schierato titolare)? Oppure: come si può offrire 40 milioni per Malcolm, certificando che manca un esterno d’attacco con determinate caratteristiche, e una volta saltata quell’operazione dirottare quasi gli stessi soldi proprio su Nzonzi? Ma alla Roma serviva una grande ala oppure un medianone? 

Così è nato un gruppo senza capo né coda. Per colpa di Monchi, l’uomo scelto da Pallotta.

@steagresti

 


Stefano Agresti
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