Non un miracolo, ma solo una follìa potrebbe portarci in semifinale e alle Olimpiadi di Tokyo, la follìa di Francia e Romania che pareggiando lo scontro diretto passerebbero entrambe (la Romania come prima, la Francia come migliore seconda dei tre gironi) e che, al contrario, giocando una partita vera, con una che vince e l’altra che perde, lascerebbero all’Italia il posto di migliore seconda. Chi ci vuole credere, libero di farlo. Noi no, non ci crediamo. E già domani, Danimarca o Austria potrebbero toglierci questo residuo di sogno.

   

6 PUNTI COME LA SPAGNA - Abbiamo battuto il Belgio e usciamo (o stiamo per farlo) con 6 punti, come Spagna e Polonia. Contro il Belgio abbiamo cominciato con i lanci lunghi e non abbiamo più smesso. Una, due, tre volte, da Mancini, da Bonifazi, da Locatelli, tutti palloni che finivano agli avversari. Il Belgio era tutto dietro, non c’era campo per quei lanci, non c’era spazio alle spalle della difesa di Walem. Stavamo giocando un’altra partita sbagliata. Dovevamo attaccare con scambi stretti, rapidi e precisi, ma un paio di volte Cutrone ha mandato all’aria un buon fraseggio con un controllo difettoso. La prima vera combinazione degli azzurri, al limite dell’area, è arrivata solo al 34'. Noi attaccavamo, il Belgio era tutto dietro, senza troppa voglia, per niente agguerrito.

   

INSISTENZA - Il pregio della Under è stato quello di non mollare mai. Con poche idee, poco gioco d’insieme, ma sempre in avanti, sempre pronti a recuperare palla. Avevamo costruito una sola vera palla-gol, un cross di Pezzella da sinistra girato di testa in tuffo da Barella, con palla fuori. Ma serviva altro. La Spagna ci stava dando una mano con i due gol alla Polonia. Ma anche quando Fabian Ruiz ha segnato il 3-0, non abbiamo smesso di crederci. Così è arrivata la rete di Barella, in chiusura di primo tempo. Un altro cross fatto bene da Pezzella (il migliore degli azzurri) ha raggiunto Barella dopo un tocco di testa di Pellegrini: sul primo tiro del cagliaritano, prodezza del portiere belga, sul secondo, di sinistro, gol e vantaggio degli azzurri. Prima del gol di Barella, abbiamo rischiato di restare in dieci, per un pestone di Chiesa a un attaccante belga, un’ingenuità che poteva costare cara.   

POI CUTRONE - L’Italia ha avuto il merito di insistere anche nella ripresa. Vincere 1-0 o 5-0 non avrebbe cambiato di una virgola il nostro destino, ma non ci siamo messi a gestire il vantaggio, abbiamo attaccato ancora e segnato il raddoppio con un colpo di testa in torsione di Cutrone su iniziativa di Pezzella. Mandragora ha avuto un’altra occasione, ma dalla Polonia nessuna buona notizia. Anzi, il 4-0 e poi il 5-0 ha tolto ogni speranza, l’Italia ha rallentato e il Belgio ha segnato il suo gol con Verschaeren, lo stesso identico gol che avevamo preso da Ceballos contro la Spagna, un destro sul secondo palo, con Calabresi in colpevole ritardo nella chiusura e Mancini che si è opposto al tiro girando la schiena. La chiusura è stata per Chiesa, con un altro grandissimo gol.

Abbiamo lasciato il campo di Reggio Emilia con la speranza che Francia e Romania si diano battaglia, che vincano i blues o i compagni di Hagi, in quel caso passeremmo come secondi, ma onestamente chi ci crede?