Il Cagliari fa sul serio. Vince meritando, legittima una classifica che brilla. Dove potrà arrivare questa squadra è ancora presto per dirlo, ma l'attualità racconta di un gruppo solido, di qualità, con tante soluzioni e con margini di miglioramento (mai dimenticare che a questa squadra mancano il centravanti titolare, Pavoletti, e il portiere, Cragno). E' la squadra di Maran la sorpresa di questo campionato. La striscia positiva è impressionante: 9° risultato utile consecutivo, 2ª vittoria di fila, 3ª nelle ultime quattro partite. Da due mesi i sardi viaggiano ad una velocità pazzesca. L'ultimo passo falso risale al 1 settembre. Sconfitta in casa con l'Inter. Da allora un ruolino di marcia che ha portato il Cagliari in zona Europa: 6 vittorie, 3 pareggi. La vittoria in casa dell'Atalanta - sotto una pioggia torrenziale - porta i sardi al quarto posto, a 21 punti, in coabitazione proprio con l'Atalanta e - virtualmente - con la Lazio, nel caso dovesse battere il Milan.

L'Atalanta si inceppa, paga una distrazione, viene penalizzata dal fatto di aver giocato buona parte della partita - e già sotto di un gol - in inferiorità numerica. Il momento che spacca la partita non è tanto il gol del vantaggio cagliaritano - autogol di Pasalic con una deviazione involontaria - quanto l'espulsione di Ilicic. Lo sloveno scalcia Lykogiannis a gioco fermo. Sciocchezza colossale, rosso diretto. Contestato l'arbitro Abisso, nell'episodio in questione Lykogiannis si dà da fare col gomito. Il greco era già stato ammonito, per lui sarebbe scattata l'espulsione. Da quel momento la partita scivola tra le braccia del Cagliari. Ritmo, fisicità, ripartenze. personalità, qualità da vendere. Unico lampo per l'Atalanta: la traversa improvvisa di Gomez.

La sceneggiatura scritta da Maran fila via che è un piacere, mentre l'Atalanta implode, si spegne, prova - dopo l'espulsione - ad attaccare con un 3-4-2 che inevitabilmente offre il fianco agli avversari. Il raddoppio è una logica conseguenza di quanto avviene in campo. Contropiede del Cagliari, Simeone entra in area, aspetta l'inserimento di Oliva e gli offre un assist perfetto. L'uruguaiano - altra bella scoperta di Maran - calcia di prima intenzione e batte Gollini. Partita finita, nonostante i sussulti della Dea. Ci prova Malinovskiy, ma non è giornata. E' la prima volta dopo 16 partite di campionato (considerato anche l'anno scorso) che l'Atalanta non trova il gol. Nulla di drammatico, ma la Dea deve ritrovarsi.

Curiosità finali: anche l'anno scorso il Cagliari aveva vinto a Bergano (0-1); fuori casa - dopo cinque trasferte - la squadra di Maran è ancora imbattuta. Non succedeva dal campionato 1969/70, l'anno dello scudetto. Se è blasfemo paragonare questo a quel periodo, non è fantascienza pensare ad un Cagliari capace - quest’anno - di piazzarsi tra le prime 7-8 squadre del campionato. L'anno scorso la squadra di Maran chiuse al 15° posto, con 41 punti. Nelle prime undici giornate di questo campionato ne ha già raccolti 21. La proiezione finale porterebbe la squadra di Maran - a questi ritmi - a 72 punti. Follie? Può darsi. Ma anche se ne facesse 10 in meno, sarebbero comunque 20 in più dell'anno scorso.

IL TABELLINO

Atalanta-Cagliari 0-2 (primo tempo 0-1)

Marcatori:  32' p.t. aut. Pasalic, 14' s.t. Oliva (C)

Assist: 14' s.t. Simeone (C)  

Atalanta (3-4-1-2): Gollini, Toloi, Djimsiti, Palomino, Castagne, Freuler, Pasalic, Gosens (1' s.t. Hateboer), Gomez (1' s.t. Malinovskyi), Ilicic, Muriel (33' s.t. Barrow). All. Gasperini.
 
Cagliari (4-3-1-2):  Olsen, Cacciatore, Pisacane, Klavan, Lykogiannis, Castro (43' s.t. Ionita), Oliva, Rog (26' s.t. Nandez), Nainggolan, Joao Pedro, Simeone (40' s.t. Cerri). All. Maran.

Arbitro: Rosario Abisso di Palermo (Colarossi, Di Iorio; Rapuano)

Ammoniti: 15' p.t. Rog (C), 25' p.t. Lykogiannis (C), 12' s.t. Oliva (C), 22' s.t. Malinovskyi (A), 25' s.t. Toloi (A)

Espulsi: 39' p.t. Ilicic (A)