Francesco Acerbi, difensore della Lazio e della Nazionale, parla a SOS Fanta, partendo dal fantacalcio: “Se giocavo al fantacalcio? Da ragazzino sì, ma poi ho lasciato perdere perché non ci stavo dietro: non avevo la testa per ricordarmi chi giocava e chi no. E’ bello però sentirsi amato da chi ti segue. Molta gente ci mette passione in questo gioco e fa piacere sentirsi desiderato. Io vado anche da uno psicanalista. Per migliorarmi come uomo e in quello che faccio. La determinazione dipende anche da se stessi, e quindi la volontà di migliorare è alla base di tutto. Io sempre in campo? Sì, voglio sempre giocare. E’ vero che in alcune partite sono un po’ più stanco, ma a volte uso la testa. Nel mio ruolo è importante usare la testa. Poi il riposo c’è durante la settimana. Il calciatore più difficile da marcare? I più difficili sono quelli completi, che hanno tutte le caratteristiche, quindi Higuain, Dzeko. Alcuni calciatori hanno doti particolari, ma quelli completi sono più imprevedibili. Immobile? Ciro già l’anno scorso aveva dimostrato di essere un grande. Quest’anno ha trovato equilibrio, serenità e convinzione. Quindi, come tutta la squadra, sta dando il meglio. Se lo sento? Certo, abbiamo un buon rapporto. Mi piacerebbe fare l’allenatore. Se non cambio idea, vorrei allenare in futuro. Sono un bel rompiscatole e mi piace osservare. Penso che potrei gestire bene un gruppo. Se dovessi battere un rigore importante? Certo che lo tirerei. Non bisogna aver paura: meglio sbagliare che non tirare. Una volta avevo più voglia di far gol, adesso penso più a difendere. Anche se mi piace ancora salire in zona offensiva. Il gol col Torino? Quella volta ho sentito troppi insulti nel momento del tiro, poi è andata bene e mi hanno detto “bravo”. A volta quando ti senti di fare una cosa, la devi fare. Ma in generale è meglio passarla a Luis Alberto. Io non sono invincibile. Ma la paura ti porta ad essere negativo, quindi bisogna stare attenti ad aver paura. Le paranoie non fanno bene, vanno gestite nel miglior modo le paure: così nel calcio come nella vita. Un giocatore straordinario. Si vedeva già in passato, poi quest’anno ha trovato continuità. Ma le qualità son quelle e sono note. E’ uno dei più forti con cui ho giocato, forse solo Robinho è più forte”