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Lazio, Roma e Milan: chi è la più forte?
Bisogna aspettare il risultato di Milan-Genoa, ma già ora, dando un’occhiata alla classifica, si può individuare un doppio terzetto ai vertici del campionato. Il primo dà l’idea di fare corsa a sé: la Juve, naturalmente, poi Napoli e Inter. Alle loro spalle, Lazio, Milan e Roma che nella folla di squadre in corsa per il 4° posto e per l’Europa League hanno qualcosa in più delle altre. La domanda è semplice: chi è la più forte delle tre?

Cominciamo dalla Lazio. Contro le grandi ha una radicata tradizione a perdere, come si è visto di recente contro l’Inter. L’anno scorso lasciò l’ultimo posto della Champions proprio ai nerazzurri perdendo in casa, all’ultima giornata, lo scontro diretto. Più che tecnici, ha limiti di personalità. Però in attacco gioca il capocannoniere del campionato scorso, Ciro Immobile. E poi ci chiediamo quanto durerà la crisi di due giocatori straordinari (almeno così sono sembrati nella stagione scorsa) come Luis Alberto e Milinkovic. Il Milan ha uno dei migliori centravanti al mondo, Higuain, ma ha soprattutto il più forte centravanti di riserva di tutto il campionato, Patrick Cutrone. Se Gattuso darà seguito all’idea che gli ha permesso di battere la Samp, ovvero schierare in coppa il Pipita e il giovane Cutrone, il Milan farà un balzo in avanti. Battendo il Genoa nel recupero, aggancerebbe la Lazio al 4° posto con 18 punti e a Milanello svanirebbero i malumori che finora hanno accompagnato i rossoneri. La squadra è solida e le ambizioni di Champions sono giustificate.

La Roma ha dei giocatori fortissimi, ma si appoggia su una contraddizione di base. E’ stata rifatta per giocare col trequartista (questa la ragione dell’acquisto di Pastore) ma, a parte l’argentino ex Psg, non ha gli interpreti per sostenere questo cambiamento. Ha solo due mediani (De Rossi e Nzonzi) per il 4-2-3-1 e non ha la seconda punta (ma solo attaccanti esterni) per il 4-3-1-2. Per questa ragione non è continua, ma in attacco ha un giocatore straordinario come Edin Dzeko. A Napoli, senza il primo tempo del bosniaco, sarebbe uscita con le ossa rotte.
Alberto Polverosi

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