Ora bisogna respirare piano: la Lazio riprende la partita delle partite contro l'Inter di prepotenza, la riporta dalla parte giusta del mondo. Inzaghi quasi entra in campo, frammenti di una notte di gloria: Leiva in scivolata, Acerbi che si immola e salva, Milinkovic che sposta il pallone del vantaggio in una selva oscura di gambe. Respirare piano, raccogliere le idee, mettersi in testa che sta succedendo qualcosa di unico nella storia della Lazio.

LA BEFFA PRIMA DELLA TEMPESTA - La Lazio comincia subito bene, prende il centrocampo e si capisce subito che Milinkovic e Luis Alberto per tutta la partita giustificheranno qualsiasi prezzo del biglietto. Si capisce che l'Inter ha preparato la grande beffa, trema la traversa di Milinkovic ma lo stormo nerazzurro cala sull'area biancoceleste una sola volta, fatale come una mannaia. La Lazio respira piano, rientra negli spogliatoi, esce con la faccia cattiva e il ghigno di chi la vuole riprendere. Inzaghi nello spogliatoio riporta la magia sul volto dei suoi. 

RESPIRARE PIANO COME LA LAZIO - Inzaghi nello spogliatoio carica a molla i suoi, ricrea la magia: ed è una Lazio decisa, che continua a vincere duelli su duelli. Inzaghi mette dentro Lazzari e Correa (la versione biancoceleste di Eriksen-Moses di poco dopo). Il rigore di de Vrij è la restituzione di qualcosa: viene fischiato per tutta la partita, senza pietà, ma il fischio più bello è stato di Rocchi. La reazione dell'Inter si riduce al tiro di Eriksen con gol di Lautaro annullato e l'orrore spalancato sulle coronarie dei presenti da Luiz Felipe. Respirare piano, che l'aria comincia a mancare, a Roma mezza città sta trattenendo il respiro per la troppa gioia, l'altra metà per la paura.

CONTE CONTRO INZAGHI - Respirare piano: Inzaghi mette dentro Lazzari che nella ripresa mette in difficoltà Young - grande giocatore, a 34 anni suonati il migliore dei suoi. Fa i cambi quando vuole, non quando deve: qui tutta la differenza con Conte, che si fa rimontare prima di provare a cambiarla. E la sua Inter ha palesato difficoltà, lentezza, idee così così: respira piano Inzaghi sotto di un gol, ancora una volta la riprende predicando calma ma razzolando furore. La vince coi dettagli, con la forza, con la determinazione. Non sta un attimo fermo, è un ciclone e trasmette ai suoi forza e nerbo. Quelli che mancano all'Inter.

L'ASCESA DI MILINKOVIC E LUIS ALBERTO - Respirare piano, perché l'aria così in alto è rarefatta, perché l'hype è alle stelle, Roma ribolle come non succedeva da più di 20 anni. Roma brucia di gioia, tutti ripetono di pensare partita dopo partita, ne mancano ancora 14, la Lazio però non ha le coppe ed ha un Milinkovic maestoso, che intreccia con Luis Alberto fantasia, forza, visione: il miglior centrocampo d'Italia lo ha la Lazio, con buona pace di Inter e Juventus. E ora, respirare con calma, e ripetere tutti insieme: la Lazio sta lottando seriamente per lo Scudetto, proprio quella parola, la più difficile da dire, la più complessa, una specie di utopia. L'anno scorso ottavi, ora bisogna solo respirare piano, sembra un universo parallelo, una dimensione onirica da cui nessuno vuole più uscire.  Guardare la classifica nuoce gravemente alla salute, soprattutto di tutti gli altri.