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Zaniolo ha caratteristiche uniche per il calcio italiano: può far male all'Inter

La prima volta che ho visto giocare dal vivo Nicolò Zaniolo è stata in giugno, durante le Final Four del campionato Primavera 17/18, svoltesi a Sassuolo e Reggio Emilia. C’era qualcosa che non andava. Negli altri, dico. I suoi compagni e gli avversari erano in realtà adeguati per la categoria, alcuni di loro si distinguevano anche. Solo Zaniolo però ti dava quell’impressione particolare, unica: l’impressione di essere già giocatore, più giocatore. Per struttura, passo, mentalità, Zaniolo era effettivamente qualcosa di diverso. Non fu la tecnica a colpirmi, non fece nessuna giocata appariscente, eppure.. era il più giocatore. Del resto Nicolò aveva alle spalle una manciata (7) di presenze in Serie B: l’anno prima, con l’Entella di Ciccio Caputo e Tremolada.
Al Ricci di Sassuolo segnò in semifinale contro la Juventus il gol vittoria. Sembrava un segno. Invece l’Inter lo inserì in estate nell’affare Nainggolan. Zaniolo che faceva gola a tutti. Ora, alla Roma, vanta più minuti in Champions (147) che in campionato (110). E’ stato chiamato a sorpresa da Mancini in Nazionale e ancor più sorprendentemente ha debuttato dal primo minuto con Di Francesco al Bernabeu. Martedì sera, dopo una sola presenza da titolare in campionato (contro la Fiorentina), nella gara di ritorno col Real si è rivisto di nuovo dall’inizio. E ha brillato davvero.
 
 
LA GIOCATA – Aspettando Roma-Inter potremmo allora fermarci un secondo su qualche giocata importante del classe ’99 di Massa. Tra quelle viste all’Olimpico, contro i blancos, ricorderete tutti di certo lo splendido assist per Ünder, qualche attimo prima dell’intervallo. E’ il momento chiave della partita, la Roma sta meritando di brutto. Vicino alla bandierina Schick, accompagnato in pressing da Zaniolo, mette all’angolo Carvajal. Dando le spalle al campo, i piedi lungo l’out, il terzino del Real cerca il tacco per Varane a sostegno. Sbaglia, e involontariamente serve Zaniolo a pochi passi dal lato corto dell’area. Qui il ragazzo è bravo non una ma tre volte. Fa scorrere palla tra le gambe e taglia la strada al difensore francese, resistendo alle mani addosso. Varane si riaffaccia allora sul fianco destro di Zaniolo, non molla, ma lui forte del suo fisico lo tiene lontano di nuovo. Nel mentre, vede l’unica possibilità per Ünder. 



Come l’abile, esperto accostatore cerca di avvicinarsi al boccino insidiato dalle bocce del rivale, senza nemmeno sfiorarle, e per farlo imprime un leggero effetto a un lancio trattenuto ma non per questo meno efficace, così Zaniolo col mancino ha evitato in un sol colpo Ramos e Courtois, mirando al termine della corsa di Ünder. Una prodezza seguita immediatamente da un erroraccio. Il bello e il brutto in un’azione.
 
NON DIMENTICATEVI DI QUESTO – Abbagliati da tanta precisione o, al contrario, dall’imprecisione del turco sottoporta, forse vi sarete dimenticati dell’assist che Zaniolo aveva confezionato poco prima, sempre sullo 0-0. E’ l’altra occasionissima della Roma nel primo tempo, quella capitata sui piedi di Schick, passando per il tentativo respinto di Fazio. Zaniolo (vedere sotto) serve ancora una gran palla, ancora una volta a un compagno completamente coperto (il numero 20 della Roma), aggirando intelligentemente il proprio oppositore di turno. Solo l’intervento in scivolata di Carvajal ripara Courtois dal piattone ravvicinato dell’argentino. 



LETTURE E CONTRASTI - Ultimo passaggio a parte, c’è una dote di Zaniolo che è emersa a più riprese nella partita di martedì sera, e credo che una scalata difensiva su tutte la rappresenti al meglio. Marcelo viene pescato da un cambio di campo del solito Carvajal. Mentre il pallone vola, alto sulle teste dei giocatori, il giovane trequartista italiano si accorge che Ünder è ormai tagliato fuori dal gioco e che sul lato debole il brasiliano ha quasi un’autostrada davanti. Zaniolo allora scivola in chiusura più da mezzala che da trequarti, correndo in diagonale sullo stop dell’avversario.
 


E sul controllo indolente di Marcelo lo zelante Zaniolo tira fuori le zanne. Sporca il tocco per Bale.



Per niente appagato, continua la sua corsa ed entra senza timori sul gallese, riconquistando momentaneamente il pallone. Un doppio tackle di quelli che piacciono e infiammano i tifosi. 



LA STATUA AMMONITA – Se poi osserviamo il fallo su Llorente che gli è costato l’ammonizione, possiamo solo prendere atto del potenziale che ha il suo fisico statuario. Zaniolo è quasi uno e novanta. Un trequartista italiano così alto e strutturato mi pare una rarità, praticamente un unicum. Questo qui sotto ad esempio è un rinvio, ma quante volte la Roma si è appoggiata a lui su rimessa laterale martedì sera? Andava incontro al battitore, veniva servito e a quel punto proteggeva palla senza problemi. La nascondeva, come si dice in gergo. Non ha sofferto nemmeno Varane. 



UN DIFETTUCCIO – C’è stato un frangente però nel quale si è manifestato forse un difettuccio. Sempre nel primo tempo Zaniolo ha ricevuto al limite da Kolarov: controllo di sinistro, ancora un tocco col suo piede forte e scucchiaiata di esterno mancino verso Schick. Tutto monopiede, con palla persa. Per effettuare infatti il passaggio col sinistro, Zaniolo si è mangiato qui un po’ di spazio e di tempo, in più ha dovuto alzare il pallone. Fidandosi invece del suo destro, avrebbe potuto infilare rasoterra per una sponda o comunque sfruttare meglio il 3 vs 2 sul lato debole del Real. 



CHI HA PAURA DI RAMOS? – Infine, vorrei sottoporvi un’ultima aggressione emblematica. Potrei citare ancora un colpo di tacco, un velo, il dribbling in area su Kroos con tiro a incrociare annesso, un altro duello vinto con Llorente, ma niente per me varrebbe l’angolo conquistato nella ripresa, dopo aver aggredito rabbiosamente Sergio Ramos. Sono iniezioni di forza e di fiducia non indifferenti, queste, per uno che si prepara a giocare un big match da ex. Per non dire da scarto.  


Luca Bedogni

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