Avanti Cristo. L'Udinese ha impiegato nemmeno un mese per spedire altrove l'attaccante spagnolo dal nome impegnativo. Lui si chiama Cristo Ramón González Perez, noto più semplicemente come Cristo González. Attaccante classe 1997, è stato acquisito a metà luglio dal club friulano che ha pagato una cifra abbordabile al Real Madrid: 1,5 milioni di euro. Ma già prima di Ferragosto l'Udinese ha rimandato il calciatore in Spagna. Per di più, il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del club friulano si chiude con una frase (“La società augura al giocatore i migliori successi di carriera” http://www.udinese.it/Apps/WebObjects/Udinese.woa/wa/viewSection?id=35022&lang=ita) che lascia parecchio pensare. Il tempo dirà.

Cristo González giocherà nello Huesca, società fresca di retrocessione in Segunda dopo aver disputato il primo campionato della sua storia in Primera. Il club è stato anche coinvolto nel recente scandalo sul match fixing denominato Operación Oikos (https://elpais.com/deportes/2019/05/28/actualidad/1559029069_028818.html). Un caso che, come sovente succede in Spagna, ha suscitato gran clamore nella fase iniziale per poi vedere abbassare i toni. Presso il club oscense l'attaccante di proprietà dell'Udinese rimarrà in prestito fino a giugno 2020. Uno stranissimo caso di mercato, per un calciatore cui è stato fatto firmare un quadriennale (http://www.udinese.it/news/squadra/cristo-gonzalez-e-un-nuovo-giocatore-bianconero). E quanto alla sua provenienza e al suo curriculum, bisogna fare delle precisazioni. Perché è vero che Cristo González è stato prelevato dal Real, ma è altrettanto vero che con  la maglia delle merengue l'attaccante ha giocato soltanto 45 minuti, durante la gara contro il Betis disputata a gennaio di quest'anno. Per il resto, la sua carriera è stata spesa soprattutto presso la filiale del Real, il Castilla. Dove Cristo González ha giocato le ultime due stagioni, mettendo insieme 35 gol di cui 21 durante quella chiusa lo scorso giugno. Buoni numeri, a patto di tenere presente che sono stati accumulati nel campionato di Segunda B, corrispondente alla nostra Serie C. Stesso ragionamento va fatto a proposito dell'età. Cristo González è un 1997, e il prossimo ottobre compirà 22 anni. Età ancora giovane per un calciatore che giochi nella massima serie di uno dei più paesi calcisticamente più competitivi, ma che comincia a essere tarda se egli si ritrova nelle categorie inferiori. Specie se nelle categorie inferiori si viene rispediti dopo essere approdati al massimo livello.

Ma allora, che indicazione trarre da quello che allo stato dei fatti è un palese errore di mercato? Di sicuro c'è che lo scouting dell'Udinese abbia sbagliato un colpo. Può capitare, specie se la squadra bianconera smette d'essere il centro del sistema per diventare provincia di Watford. Merita invece qualche considerazione supplementare il club di destinazione. Lo Huesca è un società di non particolare nobiltà, ma con ottimi padrinaggi. È suo tifoso il presidente della Liga, Javier Tebas, che ne è stato anche presidente dal 1993 al 1998 oltre a essere cresciuto proprio nella città aragonese. Soprattutto, il suo deus ex machina è José Antonio Martín Otín, meglio noto come Peton (https://www.elespanol.com/deportes/futbol/20180522/huesca-equipo-peton-segunda-alcanzar-milagro-primera/308970261_0.html). Uno dei più potenti uomini di calcio in Spagna, nonché fondatore di una fra le agenzie di gestione delle carriere più importanti al mondo, Bahía Internacional (http://www.bahiainternacional.es/es/home). Magari è solo una coincidenza. Di sicuro, da un errore di scouting possono scaturire ottime relazioni diplomatiche.