A proposito della finale di Supercoppa tra Juventus e Milan. Siccome tutti i posti sono occupati, non mi resterà che sedere sullo scranno del torto. Tutti, dalla Boldrini a Salvini, dalla Bongiorno al deputato di Forza Italia Marin, già olimpionico di sciabola, a Giorgia Meloni, a Vincenzo Spadafora sottosegretario del M5S, sono indignati. Mai s’era vista, nella bellicosa compagine politica italiana, tale unità d’intenti. In sostanza quella partita non si “avrebbe da fare”. Anche l’opinione pubblica, pur con qualche distinguo, da Pierluigi Battista (raramente allineato sul politically correct) al direttore di questo sito, a Marco Bernardini, alla stragrande maggioranza dei commentatori, insomma, dice no, che così non si fa, che il calcio dovrebbe dare un segnale contro la discriminazione, contro il calpestamento dei diritti umani e che lo sport perde così l’opportunità di lanciare un messaggio che vada ben oltre i meri interessi economici.

Ebbene, io mi siedo dalla parte del torto e dico che questa partita s’ha da fare, per pochi, elementari motivi.
1)Da quanto si sapeva che Juve-Milan si sarebbe dovuta giocare in Arabia Saudita? Ci svegliamo solo oggi? E perché? Abbiamo avuto diversi mesi a disposizione per sollevare il dibattito, ma nessuno ha alzato un dito. Non risulta che né il Ministero degli Esteri, né altre cariche istituzionali, né giornalisti, né pensatori, osservatori ecc. abbiano manifestato alcun dubbio. Eppure quel “regime” non è nato ieri.
2) Federazione e Ministero degli Esteri sono sempre stati sulla stessa linea. E ci mancherebbe! Vendiamo armi, costruiamo, alberghi, progettiamo strade, esportiamo quantità ingenti di marmo di Carrara, inviamo tecnici, mandiamo il nostro vino più pregiato (Masseto, Ornellaia, Sassicaia…Sì, in privato, gli sceicchi si levano gli sfizi) in Arabia Saudita senza colpo ferire, facendoci pagare lautamente e ora diventiamo, di colpo, paladini (causa giusta per carità) della antidiscriminazione nei confronti delle donne? In quel paese non vige la libertà di stampa, in quel Paese esiste un fondamentalismo religioso a noi estraneo che permea tutta la società, in quel Paese non si possono esprimere opinioni politiche nemmeno per una parte del mondo islamico (per esempio gli Sciiti o l’Iran) e noi, perciò, ci rifiutiamo d’instaurare con esso rapporti diplomatici, economici, politici?
3) Se “pecunia non olet” per vari miliardi di Euro o dollari (fa lo stesso) quotidianamente e segretamente in transito dall’ Arabia Saudita ai patrii lidi, perché all’ improvviso s’alza un lezzo intollerabile per 9 milioni di Euro (22 in 3 anni)?
4)I diritti umani! Caspita, ma possono il calcio o lo sport in generale, fregarsene in questo modo! No, non possono! L’avidità del Milan e della Juve dovrebbe farci vergognare, così come il desiderio della F.I.G.C. di esportare il nostro calcio! Che se ne stiano a casa gli italiani, che facciano la finale ad Avellino, che controllino i dettati di Amnesty International prima di firmare un qualsiasi accordo! Già, però non andrebbe bene perché la Cina, regime dittatoriale, a partito unico, in cui non vige libertà di stampa o di opposizione, protagonista d’un genocidio nei confronti del Tibet e attualmente latrice di una minaccia d’invasione militare verso Taiwan, dovrebbe essere bandita da tutti i campi, non solo di calcio. E invece ci hanno fatto un’Olimpiade e invece i cinesi hanno squadre in tutt’Europa e i nostri allenatori, calciatori, tecnici allenano o giocano nelle loro squadre. E la Coppa d’Africa? Noi permettiamo a giocatori che militano nelle squadre italiane o europee di partecipare ad un torneo che vede tra i suoi protagonisti Paesi in cui è addirittura permessa l’infame pratica dell’ infibulazione? E’in India? Che facciamo? La nostra nazionale di hockey su prato non dovrebbe certo andarci a giocare, visto il regime vigente delle caste e il trattamento che le donne devono subire. Dicono nulla le decine di violente manifestazioni popolari perché due donne sono entrate in un tempio hindù?
5)Ai prossimi Mondiali di calcio del 2022 in Qatar solo le donne straniere avranno libero accesso allo stadio e dovranno rispettare le attuali indicazioni sulla necessità di abbigliamenti “appropriati”. Se ci sembra sbagliato partecipare diciamolo per tempo.