E’ difficile vedendo quel volto riempito di botte, il sangue rappreso agli zigomi, le ferite sulle braccia, non pensare che quello sfortunato individuo, steso all’obitorio, non avesse cessato di vivere per uno sfortunato incidente o una rissa brutale o perché, magari, avesse scelto di farla finita da solo. Quel corpo, come l’altro di Stefano Cucchi, diceva soprattutto: una morte violenta. 

Stiamo parlando di Riccardo Magherini, il quarantenne ex giocatore delle giovanili della Fiorentina, morto durante un arresto, la notte tra il 2 e il 3 marzo 2014, in Borgo San Frediano a Firenze. Un arresto, lo testimonia tra l’altro un video diffuso dalla Polizia di Stato, effettuato da quattro carabinieri, che bloccavano Magherini in posizione orizzontale  col torace sulla strada per oltre un quarto d’ora. Nel video si odono urla disperate e qualcuno che chiede di chiamare subito un'ambulanza. Quattordici testimoni hanno detto di aver visto i militari che premevano il corpo steso a terra. Nel video, tra le urla disperate, si sente parlare di calci, mentre qualcuno continua a implorare di chiamare un'ambulanza. Magherini morì per asfissia. 



Nei primi due processi di merito tre carabinieri (Vincenzo Corni, Stefano Castellano e Agostino Della Porta) furono riconosciuti colpevoli di omicidio colposo. Ma la quarta sezione penale della Cassazione li ha assolti “perché il fatto non costituisce reato”. Non conosciamo ancora le motivazioni della sentenza emessa da un organo giudiziario, che, comunque, giudica non nel merito, ma nel metodo: è un giudizio che verifica la “correttezza” delle procedure dei precedenti processi. Anche in questo processo il sostituto Procuratore Generale Felicetta Marinelli aveva sostenuto quanto era emerso nelle motivazioni di condanna dei precedenti procedimenti e cioè che “se i carabinieri lo avessero messo in posizione eretta, avrebbero permesso i soccorsi e con elevata probabilità, la morte non si sarebbe verificata”. 

L’avvocato Fabio Anselmo, lo stesso legale dei familiari di Stefano Cucchi e Federico Aldovrandi, ha dichiarato che la “morte di Riccardo Magherini non è stata causata dalla cocaina ( come si era detto, n.d.a.) che uccide, ma lascia traccia; invece il cuore di Riccardo era perfetto e la causa della morte non era stata un infarto, ma era dovuta al fatto che a Magherini fu impedito di respirare”. 
La difesa dei carabinieri ha, invece, sostenuto che non poteva essere loro imputata un’omissione perché non avevano le conoscenze mediche per riconoscere i segni d’una crisi respiratoria. 

I genitori di Magherini ricorrerrano alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. A questo punto, la domanda, al di fuori di qualsiasi considerazione giuridica, ma nei confini d’una semplice quanto banale consapevolezza dettata dalla convivenza è la seguente: quando è possibile (e questo era il caso: si vede dal video), pur nell’esercizio del proprio dovere, la salvaguardia di una vita, non dovrebbe essere sempre, il primo, inderogabile punto? Senza che siano richieste competenze mediche.