Quello del 2019 non verrà ricordato come il mercato che ha sfondato, in Italia, l’ennesimo record nelle spese (1.200 milioni di Euro), che ha allargato la forbice tra entrate e spese (330 milioni di rosso), che quindi non ha messo mano all’indebitamento generale monstre, stimato per 3,9 miliardi di euro dalla FIGC. Non verrà ricordato nemmeno per la perenne assenza d’investimenti nelle infrastrutture (vedi stadi, ma qui la responsabilità è del sistema Italia).

Sarà, invece, ricordato, probabilmente, come l’anno della sudditanza o dell’esuberanza. Almeno per alcune importanti squadre. Non certo per il Napoli che ha portato a termine un mercato equilibrato e di chiaro rafforzamento. Nemmeno per la Roma capace di piazzare più d’una decina d’esuberi, dovuti alla non proprio esaltante gestione di Monchi, detto Bambos. Piazzato e risolto.  Anche il “bellissimo” mercato dell’Inter, infatti, non è esente da pecche. Molti suoi giocatori importanti sono stati semplicemente parcheggiati, talvolta col pagamento di mezzo stipendio: dati in prestito con diritto di riscatto da parte della società che li ha presi. Potrebbero tranquillamente tornare alla casa madre l’anno prossimo. Il caso Icardi è esemplare. “Risolto brillantemente” è un commento frequente, ma se andiamo a vedere è stato dato in prestito per 5 milioni, con diritto di riscatto a 65 da parte del PSG. Se esplode, 70 non sono molti, se fallisce ritorna a casa sua, dove, intanto ha siglato un nuovo contratto con l’Inter. Al giocatore va, nel frattempo, un aumento di stipendio e, magari, un ritorno garantito alla sua “amata” squadra nerazzurra. Una certezza, però, c’è: la causa intentata (che forse avrebbe avuto frecce legali al proprio arco) dal centravanti all’Inter è cancellata.

Ancor più paradossale, il caso juventino. Alla fine, la Juve pare aver piegato la testa davanti ai rifiuti di tanti suoi giocatori, che hanno determinato ritardi e complicazioni, per trasferirsi in altre squadre. E così la panchina ora sembra troppo lunga e gli introiti troppo corti. Il paradosso sta nel fatto che la sudditanza con relativa esuberanza sembra aver dato anche alcuni frutti. Vedi Higuain o Matuidi, improvvisamente da agognati partenti, adesso dopo le prime buone prove, necessari presenti. I, goal si sa, cancellano conti e progetti.
Anche il mancato trasferimento di Rugani (non dovuto alla resistenza del giocatore), dopo l’ infortunio di Chiellini, è parso provvidenziale. Insomma, vuoi vedere che alla fine, certa sudditanza ha reso necessaria l’esuberanza?