Correa è un talento inespresso. In 130 partite di campionato con l’Atletico Madrid ha segnato 20 gol: pochi. Il fatto che Simeone lo abbia schierato spesso esterno di centrocampo nel suo 4-4-2 è una giustificazione solo parziale: il Cholo ha valorizzato davvero tanti calciatori di livello non necessariamente straordinario, anzi; se non ha puntato con decisione sull’argentino è evidente che non lo ha convinto.

Questo non significa che Correa non abbia talento, né che non possa diventare importante per il Milan. Significa però che la valutazione che ne è stata data (40 milioni di base, 10 milioni di bonus facilmente raggiungibili, altri 5 più difficili) appaia davvero elevata. Tanto, troppo. Magari tra un anno varrà questa cifra e anche di più - lo auguriamo al Milan e a lui - ma oggi il suo costo non può essere questo.

Perché, dunque, Correa costerà al Milan una cinquantina di milioni? La risposta è probabilmente racchiusa in un nome: Jorge Mendes. E’ stato lui il grande regista della doppia operazione che ha portato André Silva al Monaco (è il procuratore del portoghese) e subito dopo Correa al Milan (l’Atletico è un club al quale il potente Jorge è legatissimo). Quando c’è lui di mezzo, le cifre schizzano incredibilmente in alto. Mendes ha tolto a Boban e Maldini un peso, André Silva, e ha tolto anche 50 milioni per Correa. A lui i conti tornano sempre. Ai club, così e così.

@steagresti