Troppo brutto per essere Milan, ma a Udine l'ha persa Marco Giampaolo. Non tanto con il sistema di gioco (4-3-1-2), quanto con una scombiccherata compagnia di giro che aveva in Calhanoglu l'uomo sbagliato nel posto sbagliato, ovvero davanti alla difesa, centrale di un centrocampo a tre dove non ha mai giocato e non può giocare. Quando l'allenatore se ne è accorto, l'Udinese era già scappata via, seppur da calcio d'angolo, seppure con il colpo di testa di un difensore (Rodrigo Becao) in dubbio fino all'ultimo. Tuttavia, siccome il calcio non è mai solo caso, la vittoria dei friulani è tutt'altro che immeritata. In una partita bruttissima (primo tempo senza tiri in porta), l'Udinese è stata la squadra che ci ha provato di più e quattro conclusioni da lontano, con Mandragora, Fofana e due volte Jajalo in sequenza, nella prima parte del secondo tempo, lo testimoniano. Il Milan, di una bruttezza mai vista con Gattuso e nemmeno con Montella, non ha fatto nemmeno quello.

Anzi c'è da ringraziare – si fa per dire – Gigio Donnarunmna se, poco dopo il vantaggio, l'Udinese non ha chiuso la partita. La girata di Lasagna, che ha fatto perno su un incerto Romagnoli, è sembrata letale, ma il portiere del Milan è volato sotto la traversa con la reattività di un gatto selvatico. Per noi, oltre a Donnarumma, si è salvato Suso. Non che dietro le punte abbia brillato in termini di assist e inviti, però resta l'unico in grado di saltare l'uomo e di creare superiorità numerica in zona calda del campo. Il resto della squadra è sembrata un un'accozzaglia priva di forma, di sostanza e, soprattutto, di vita. Non so, e nemmeno mi interessa sapere, se il Milan sia in ritardo nella preparazione (fisicamente ha patito l'Udinese) e se le lezioni tattiche di Giampaolo siano ancora da interiorizzare.
So che una prestazione del genere è inaccettabile. E fortuna che al cospetto dei rossoneri c'era una buona squadra che corre tanto, ma ha qualità tecniche limitate, altrimenti la lezione sarebbe potuta essere più dura.

Che ci sia da lavorare non c'è dubbio, ma che Giampaolo abbia complicato la partita questo è sicuro. Bennacer, per quanto a digiuno di conoscenze strategiche riconducibili al fatto che ha saltato la prima parte di preparazione, andava fatto giocare subito o fatto entrare prima (è accaduto al 76'), al posto di un Calhanoglu mai in grado di impostare alcunché. Un po' perchè gli giocavano addosso, un po' perchè non si è mai abbassato a sufficienza per andare a prendere la palla dai difensori. Così tutti, tranne lui, hanno giocato una palla lenta e prevedibile, quando addirittura non si è ricorso al lancio lungo. L'Udinese, schierata da Tudor con il 3-5-2, ma senza De Paul pare per ragioni di mercato (dovrebbe essere ceduto quest'ultima settimana), forse non sarebbe passata se il suo trequartista non fosse stato inserito qualche secondo prima del gol. E' stato proprio De Paul, infatti, ad andare a battere l'angolo, affidando ad un bacio provvidenziale alla palla, una traiettoria sulla quale Piatek, Rodriguez e Kessie si sono fatti battere sul tempo e sulla forza da Becao (72'). Errore imperdonabile perché la zona era presidiatissima.

Il Milan non avrebbe meritato l'eventuale pareggio anche se ha rischiato di avere una colossale occasione per raggiungerlo. A dieci minuti dalla fine, Romagnoli ha colpito di testa in area Udinese su angolo, la palla è carambolata sulla testa di Samir e poi sul braccio. L'arbitro Pasqua, richiamato dal Var Giacomelli, è andato a verificare, ma si è astenuto dal concedere il penalty. Decisione giusta per due ragioni: il braccio è largo, ma al di sotto della spalla e il primo tocco è con un'altra parte del corpo.

Per un Milan tanto derelitto non vale neppure l'attenuante di un mercato incompleto. Giampaolo per cominciare ha scelto uomini della stagione scorsa, attingendo dalla panchina a tempo ormai scaduto. Escludo poi che ci sia un problema Piatek. E' vero che non segna più, è vero che si smarca con minore facilità, è vero tutto, ma in una squadra che non gioca per nulla le punte sono destinate a figure barbine. Se poi il compagno di reparto è l'impalpabile Castillejo segnare diventa improbabile. Dunque: troppo brutto per essere Milan. Ma purtroppo oggi il Milan è questo. 





IL TABELLINO

Udinese-Milan 1-0 (primo tempo 0-0)

 
Marcatori: 27’ s.t. Becão
 
Assist: 27’ s.t. De Paul
 
Udinese (3-5-2): Musso; Becão, Ekong, Samir; Stryger Larsen, Fofana (26’ s.t. Nestorovski), Jajalo, Mandragora, Pezzella (36’ s.t. Sema), Pussetto (26’ s.t. De Paul), Lasagna. All. Tudor.
 
Milan (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Borini (15’ s.t. Kessiè), Calhanoglu, Paquetá (31’ s.t. Bennacer); Suso; Castillejo (29’ s.t. Leao), Piatek. All. Giampaolo.
 
Arbitro: Pasqua di Tivoli
 
Ammoniti: 22’ p.t. Paquetà (M), 34’ p.t. Calhanoglu (M), 44’ p.t. Borini (M). 45+5’ p.t. Jajalo (U)