Marco Giampaolo è schietto. Sincero. Non si accontenta di questo Krzysztof Piatek, reduce sì da settimane difficili, ma anche da un'annata incredibile che nessuno può dimenticare. Il polacco arriva da un inizio di stagione difficile: le zero reti in pre-campionato, l'astinenza da gol continuata contro Udinese e Brescia (con tanto di panchina iniziale) e ulteriormente proseguita in nazionale. Una serie di fattori che, specie tra gli scaramantici, hanno alimentato sempre più la maledizione del numero 9 che da anni colpisce gli attaccanti passati da Milanello con il dorsale che fu di Van Basten e Inzaghi

LA RICHIESTA - Nella conferenza stampa pre-Verona, il tecnico rossonero è stato chiaro: "Mi è piaciuto molto in questi giorni, non deve pensare solo ad attaccare gli ultimi metri, giocare un calcio piratesco. Deve essere un giocatore completo, quando c'era da andare in profondità lo ha fatto, quando c'era da legare l'ha fatto. Al Milan non si può giocare solo palla lunga, lui è un attaccante completo e deve giocare così. Non deve essere ossessionato da fare gol. Se giochi male fai fatica, lo faccio giocare attaccante, il resto non conta". Parole e musica, ricetta chiara per ritrovare il miglior Piatek. TRASFORMAZIONE - Le richieste di Giampaolo sono evidenti: il tecnico insiste sui suoi concetti e chiede al polacco di essere un giocatore completo, in grado non solo di giocare in area di rigore ma a tutto campo. Un attaccante, dunque, in grado di contribuire alla manovra e dialogare con gli elementi di qualità presenti in rosa: da Bonaventura a Calhanoglu, da Paquetà a Rebic e Suso. (Anche) dalla stima del tecnico deve ripartire Piatek: la fermata Verona è tappa fondamentale del cammino di ripresa. All'orizzonte, nemmeno troppo lontano, c'è il derby. E Kris vuole arrivarci con le cartucce cariche per sparare.