24 maggio 1989. Sono passati 30 anni da quella notte magica, la notte di Barcellona.  Sono novantamila i tifosi che affollano le tribune del Camp Nou, colorandole con un acquerello rossonero. Sono arrivati con due treni, seicento pullman, una nave, diecimila automobili e trentasei voli charter. Solo l’esodo di Mosè ricorda quella meravigliosa, affettuosa migrazione di un popolo di tifosi, alla conquista della loro terza Coppa dei Campioni. La partita viene scandita dalle prodezze di Gullit, van Basten, Gullit e ancora van Basten. Dietro di loro la difesa più forte della storia, capitanata da Franco Baresi, con Giovanni Galli, Tassotti, Costacurta, Maldini, a centrocampo con Frank Rijkaard , Colombo e Ancelotti, a supporto dell’attacco l’immensa classe di Roberto Donadoni. In panchina ”l’uomo che trasformò l’Utopia in realtà“, Arrigo Sacchi, in tribuna il Presidente dei sogni avverati, Silvio Berlusconi. 24 maggio 2019. Sono passati 30 anni da quella notte magica, 30 anni che hanno regalato 29 trofei agli estasiati, invidiati tifosi di un club già nella leggenda e ora nel mito. Non si deve vivere di ricordi, ma beati coloro che possono avere i ricordi che ha regalato il Milan in questi anni, in Italia, in Europa e nel mondo. Certo nessuno poteva immaginare in quel lontano 1989 che i rossoneri potessero  vincere e convincere, grazie al Milan degli Immortali, degli Invincibili e dei Meravigliosi. Nessuno però poteva altresì credere che un club, nella storia sempre glorioso e vincente, avrebbe vissuto sei  anni così travagliati come in questa seconda decade del nuovo millennio. Il 24 maggio  2019 vede la squadra nel difficile tentativo di arrivare…quarta, unico mezzo per tornare in casa Sua, in Champions League, da dove è assente da troppo tempo. Quarto posto…quarto posto… un traguardo agognato oggi, un fallimento per il Grande Milan del passato. Segno dei tempi. Non è però finita qui! Anche in caso di conquista di una qualificazione europea, le eventuali feste di Ferrara lascerebbero presto spazio alla preoccupazione di una sentenza Uefa, che potrebbe cancellare il Milan dall’agone europeo. Non è possibile però continuare a vivere così, circondati da una perenne incertezza, dopo i cambi di proprietà, di allenatori e di  giocatori. Rimangono sempre e solo i tifosi, pazienti, innamorati, fedeli che, dopo l’invasione di Barcellona, trasmigreranno,come me,  nella più vicina Ferrara. Loro ci sono sempre, loro il Milan non lo lasceranno mai. Ma, per favore… adesso basta!