Si torna in campionato, ma ancora nessun segnale di novità in formazione. Avevo promesso lunedì scorso di scoprire qualcosa sulla formazione, ma è ancora tutto molto nebuloso. Peccato perché l'attesa per togliere i veli dal nuovo Milan sta diventando troppo lunga.

Tanti anni fa, invece le prime amichevoli a San Siro, che si giocavano nel mese di luglio, rappresentavano una festa per il tifoso del Milan. I rossoneri affrontavano magari i brasiliani del Palmeiras o giocavano la prima partita di Coppa Italia con il debutto dei nuovi acquisti. Manca anche il Trofeo Berlusconi, chissà perché tolto dal calendario, quando San Siro offriva un bel colpo d’occhio, perché tanta curiosità intorno ai futuri campioni in maglia rossonera. Non voglio essere accusato di nostalgia. Mi rendo conto che oggi sia più importante, a livello economico, qualche partita negli Stati Uniti o in Cina, ma è paradossale, nel caso del Milan, che siamo al 15 settembre senza praticamente aver ammirato, giudicato, applaudito o criticato alcun nuovo acquisto del Milan, a eccezione di Bennacer. 

Due i punti di vista differenti. A Verona è giusto continuare a non cambiare perché Theo Hernandez non gioca da quasi due mesi, Rebic ha nelle gambe tre allenamenti con i compagni, Krunic forse non è ancora al meglio, Leao potrebbe giocare solo al posto di Piatek. Anche nel derby meglio andare ancora cauti perché vedere tante novità in una partita forse già decisiva potrebbe essere un azzardo. Ragionamenti razionali, ma poi subentrano riflessioni emozionali. Quelle che dicono che per un‘ora Theo Hernandez potrebbe giocare, così come Rebic. Che Leao potrebbe essere provato di fianco a Piatek. Giocatori freschi, bravi, magari senza le opportune conoscenze, ma acquisti che potrebbero regalare una ventata di entusiasmo al gruppo e ai tifosi. 

Il popolo rossonero ha tanta voglia di sognare, di capire le qualità dei nuovi, di cominciare a delineare la vera forza della rosa. Questi ultimi pensieri sono forse anche nella testa dei dirigenti, che vorrebbero valutare presto il faticoso lavoro dei mesi di luglio e agosto. Quale strada seguirà Giampaolo, uomo concreto e allenatore che ama gli equilibri misti a certezze? Molti opinionisti sono sicuri che rivedremo un Milan senza grandi novità, anche se lasciatemi sperare che dalla curva di Verona, da dove seguirò il match insieme a mio figlio e a due amici di tante trasferte storiche, possa entusiasmarmi per il sacro fuoco di Rebic e per le sgroppate di Theo Hernandez… tanto per cominciare!