“Non parla mai a caso, quando è arrivato mi ha detto 'Mister fidati'. Stamattina ci ho parlato e ha detto che sta bene, domani faremo la stessa cosa”. Stefano Pioli, allenatore del Milan, non ha usato tanti giri di parole per spiegare un concetto che si era palesato nelle ultime settimane: se Ibra gioca o meno, lo decide Ibra. 3 partite in 9 giorni? Se Zlatan dice che si può, allora si può.

INSTANCABILE - Per la prima volta dal ritorno a Milano, Zlatan giocherà tre partite di fila, senza riposo. 38 anni, ma un fisico integro, nonostante gli sforzi. Prima il derby, poi la Juve in Coppa Italia. Due delusioni cocenti, per motivi diversi. Domani a San Siro arriva il Torino, e i dubbi sulla tenuta dell’attaccante erano tanti, e motivati. Ma Ibra sa di essere già insostituibile per questo Milan, e allora, nonostante gli 8 chilometri e mezzo corsi nel derby e le fatiche di coppa, ha tranquillizzato Pioli. Sarà pronto, e sarà in grado di offrire il solito contributo. Nessun dubbio.

COME CR7 E SARRI - Un rapporto di complicità, quello creatosi tra Ibra e Pioli, che somiglia all’intesa che c’è tra Sarri e Ronaldo alla Juve. Nessun protagonismo dalla panchina, i due allenatori riconoscono lo spessore di due figure come Zlatan e CR7, e assecondano le loro indicazioni e necessità. Con il Brescia Ronaldo ha chiesto di riposare, e non è stato convocato. Con il Toro si pensava che Ibra potesse rifiatare, invece ha richiesto e ottenuto fiducia a Pioli: è pronto, e guiderà l’attacco del Milan. Ancora una volta.