Irricevibili e indisponenti. All'Allianz Stadium, in televisione, sui social. Quando perdono con la Juventus, i napoletani (dirigenti,opinionisti e tifosi) sbracano di brutto e diventano inascoltabili, perdendo il senso della misura e ,spesso, dell'educazione. Predicano il senso dello sportività ma sono i primi a non farne uso quando le cose gli vanno male, o non come desidererebbero. 

Dopo la vittoria della scorsa stagione con Koulibaly e, stavolta, il momentaneo vantaggio  con Mertens, ci avevano fatto la bocca al colpaccio-bis in casa di Madama, ed uscire invece dallo Stadium con zero points li ha riportati bruscamente alla realtà. Ovvero, quella che la Juventus è più forte del Napoli. 

La cosa li disturba assai. Al punto tale dal definire poi la vittoria netta e meritata della squadra di Allegri su quella di mastro Ancellotti addirittura ripugnante, disgustosa, vomitevole, in una parola uno schifo (mi limito a riportare testualmente quanto scritto da colleghi autoctoni).

De Laurentiis, deluso dal mancato vaticinio del nipotino John John, non si è ancora espresso (ma lo farà presto, prepariamoci), maestro o mago, scegliete voi - Ancelotti, invece, lo ha fatto, giocando sul terreno preferito da quelli di Partenope: l'arbitraggio, definito da Re Carlo superficiale, ma, considerate le bizze fatte in campo col quarto uomo, avrebbe tanto voluto usare un termine meno commestibile.

Dopodichè se l'è presa coi cori indirizzati alla sua persona, roba becera (c'ha ragione) e che puntualmente - come ammesso da lui stesso -riceve tutte le volte che viene allo Stadium. 
Capisco il fastidio, ma uno scafato e intelligente come lui dovrebbe sapere (e lo sa di sicuro) che la maleducazione è presente in qualsiasi stadio, compreso il San Paolo, che non e' certo modello di bonton, come vorrebbero farci credere taluni colleghi di Napoli. 

Poi però capisco che quando ti insultano e stai pure perdendo, ti frullano a mille, e sbotti. Tirando fuori persino Manchester 2003 e quella orrenda finale vinta dal Milan ai rigori. Quando non hanno argomenti lo fanno con me tanti opinionisti rossoneri incrociati in tv , è una ciambella di salvataggio vecchia di 15 anni ma sempre utile da giocare per un perdente. E Ancelotti, sabato sera, lo è stato pure lui.

Passiamo all'arbitraggio.

Gli ammoniti sono stati 3 per parte, ma avrebbero potuto essere molti di più. Il giallo avrebbe potuto prenderselo Chiellini per quel fallo di mano (nella trequarti napoletana) che ha stoppato una possibile ripartenza partenopea, non sappiamo però quanto potenzialmente letale, come invece sostengono a Napoli.
Così come l'ha fatta franca l'indemoniato Allan, che ha randellato gli avversari per tutta la partita ed ha pure simulato di aver ricevuto una testata da Bonucci quando quest'ultimo, in un parapiglia, gli ha appoggiato la fronte sul viso, ed e' stato giustamente ammonito. 

Un bel cartellino giallo avrebbe potuto prenderselo pure Hysaj per la trattenuta su Alex Sandro, andatogli via in dribbling. In quei casi Banti non era di sicuro AlibabaBanti (riporto sempre testuale dai colleghi partenopei). Ah, a proposito: a Napoli dovrebbero sapere (ma non lo sanno) che Banti, pur essendo di Livorno, non è affatto amico di Allegri. Anzi, quest'ultimo preferirebbe che Banti non venisse mai designato per le partite della Juventus, perché è convinto che il suo concittadino non diriga mai sereno le gare della Juve, proprio per il terrore di essere etichettato come "amico di Allegri".
 
A Napoli c'hanno impiegato un attimo a fare l'equazione Banti-Livorno-Allegri per appiccicargliela addosso e convincersi di aver perso pure stavolta per mano dell'arbitro, anziché di Mandzukic e Bonucci. 

Casus belli, l'espulsione di Mario Rui. 

Giusta, sacrosanta e a norma di regolamento, perché non puoi entrare in modo così imprudente sull'avversario col rischio di rovinarlo. Con Pjanic non c'e' riuscito (per poco), con Dybala c'è andato molto vicino (l'argentino è dovuto uscire: caviglia gonfia e dolorante). Un rosso meritato e dovuto, ma vaglielo a far capire ad Ancelotti e ai napoletani perennemente infoiati contro la Juventus. 

Una "storica" rivalità calcistica (o, sempre per usare parole loro, repulsione) alimentata solo ed esclusivamente dai napoletani, perché non può esserci antagonismo così esacerbato tra un club che ha vinto 35 scudetti ,e tutte le Coppe, e un altro che, nell'albo d'oro, ha solo 2 tricolori e una Coppa Uefa. Dai!

Che poi il Napoli sia squadra altamente competitiva, è un altro discorso. Infatti, giusto per rendere l'idea di come si vivano noi juventini i duelli col Napoli, quando lo scorso anno loro vennero a vincere a Torino, molti di noi ammisero che la loro squadra aveva giocato decisamente meglio della nostra ed aveva meritato di vincere. Stavolta ne hanno prese 3 e parlano di disgusto, di schifo, di morte del calcio. 

L'ultimo a dire, dopo appunto una gara con la Juve, che il calcio era morto, ha fatto una brutta fine. E non certo per colpa di Agnelli, degli arbitri e qualche altro "potere occulto": fece tutto da solo.

Delle dimissioni di Marotta, che avrebbero scioccato i tifosi della Juve, mi occupero' prossimamente, ma vi anticipo solo questo: siete cosi' sicuri che la stragrande maggioranza degli juventini sia dispiaciuta e preoccupata? Mah... per ora registro solo la speranza,da parte di tanti avversari, che nella Juventus si stia incrinando qualcosa. 

Nel momento in cui la Juve vola, già ai primi di ottobre, a +6 dai propri rivali piu' vicini (figurati gli altri) potrebbe essere un motivo per illudersi che tutto possa cambiare. Chi vive sperando...