Le parole di Aurelio De Laurentiis sono, come sempre in tempi di mercato, un punto di riferimento, ma anche un qualcosa da maneggiare con estrema cura. Perché ci sono verità e scivoloni, fughe in avanti e qualcosa da celare. Perché una verità parziale è stata quella che James Rodriguez e Lozano sono alternativi, perché Manolas può avere un caratteraccio: ma, dopo i mesi scorsi nei quali c'era solo un fiume di smentite tra bufale e bufalissime, oggi ADL vuol mettere paura alla Juventus, vuol far capire che tra Sarri, Ramsey e, forse, Pogba c'è anche il Napoli. De Laurentiis ha invertito la marcia, deve sempre tenere in ordine in conti non avendo la Exor di turno alle spalle: l'ingaggio di Ancelotti, però, non poteva che condurre a questo esito. Perché se il tecnico di Reggiolo non è venuto qui a 'pettinare le bambole', da oggi si è fatto investire ufficialmente della responsabilità sul mercato. CARLO E JAMES - “James risponde ad un desiderio di Carlo Ancelotti. Non so quanto risponda al 100% alle nostre esigenze di gioco. Ma non si può mettere in dubbio la sua bravura e professionalità. Ad un certo punto bisogna anche responsabilizzare il proprio allenatore, lui lo desidera fortemente e sa cosa può rendere. Sa perfettamente quanto può essergli utile, io non faccio una piega. Anche se è costosissimo andiamo avanti”: il virgolettato di ADL alla radio ufficiale rende al meglio l'inversione di tendenza. Se James dovesse arrivare e non dovesse funzionare, sarà solo colpa del responsabile del mercato del Napoli, Carlo Ancelotti che, de facto, diventa il primo vero manager all'inglese del calcio italiano, con tanto di endorsement presidenziale. Per Giuntoli non si tratta di una deminutio: il ds azzurro possiede uno spessore internazionale, naturalmente, inferiore di un uomo che ha vinto tre Champions ed ha allenato da CR7 a Kaka quasi tutti i migliori degli ultimi 20 anni, creando inevitabilmente rapporti anche con il gotha dei presidenti e degli agenti europei. La prima sfida del nuovo Napoli è stata già lanciata: Ancelotti si è preso il timone, con la responsabilità anche economica della gestione del Napoli. Ed ADL, per ora, si lascia guidare in un mare che spera sia ricco di soddisfazioni.