Lo dico subito, per evitare che qualche tifoso juventino che segue questi editoriali con il solito affetto, possa avere un flusso di bile troppo poderoso: il rigore su Mertens non c'era, Massa ha sbagliato e Valeri al VAR ha fatto peggio. Troppo difficile, almeno per le immagini che abbiamo a disposizione, capire se Pulgar tocca con il braccio nella stessa azione che ha condotto al penalty trasformato da Insigne. Fatta la premessa, sono convinto (anche se il flusso di bile può tornare a scorrere impetuoso) che il Napoli avrebbe vinto ugualmente, perché la Fiorentina, dopo la frenesia iniziale, aveva inevitabilmente perso le misure in campo e la fase offensiva azzurra penetrava nella retroguardia viola quasi a piacimento: 4 gol sono arrivati con appena 7 tiri nello specchio, indice di come sia stato facile sia per gli azzurri, ma anche per la Viola, arrivare alla conclusione determinante. La maggiore qualità offensiva del Napoli ha fatto la differenza, ha marcato lo spessore diverso in una serata dove gli errori sono stati troppi ed abbondanti: ed è questo l'elemento che maggiormente fa immaginare come le critiche arrivate alla performance del Napoli, nonostante il successo, siano giuste ma anche, probabilmente, irrilevanti. PRESTO AL TOP - Perché nella serata di ieri, al Napoli, sono mancati due giocatori cardine: Koulibaly ed Allan. Sono stati entrambi molto lontani dai loro standard, così come Zielinski che non è riuscito a dare al giro-palla del Napoli la velocità appropriata per saltare il feroce pressing viola della prima parte di gara. Anche Fabian ha bisogno di trovare al meglio la sua dimensione da trequartista centrale. Koulibaly ed Allan sono quelli che più tardi e più a fondo sono stati impegnati nelle kermesse estive in Africa e Sud America, il senegalese ha poco meno di 10 giorni di allenamenti nelle gambe. È evidente che non possono esser al top, è evidente che una settimana di preparazione, di concentrazione, di dedizione agli allenamenti, restituirà ad Ancelotti in vista del match con la Juventus, due calciatori che avranno una gamba diversa, più pronta: un qualcosa di decisivo in vista del primo grande snodo stagionale. Da sottolineare, invece, come Manolas e Di Lorenzo si siano perfettamente integrati con un plus enorme per la solidità difensiva, ma anche per la spinta che il terzino ex-Empoli ha dimostrato di poter garantire, anche con un ottimo tempismo nella sovrapposizione. Insomma, in vista della Juventus, anche i segnali negativi possono far sorridere Ancelotti: ora, avrà 6 giorni pieni per mettere nelle gambe la benzina determinante per dimostrare che quanto dichiarato in conferenza stampa, che quella voglia di lottare per lo scudetto, possa trasformarsi in qualcosa di terribilmente concreto.