Torna il campionato, per fortuna. Torna per il Napoli con una partita di altissimo profilo: perché se è vero che la Lazio non batte (quasi) mai le grandi, è anche vero che da tempo gli azzurri non riescono a fornire una prestazione di alto profilo: è dal 3 dicembre, dal match contro l'Atalanta (non fa testo il match con il Frosinone) che non si vede un calcio di spessore. Ancelotti ha sostenuto che a febbraio si vedrà il miglior Napoli, che ci vorrà ancora un po' perché le squadre che viaggiano su tre competizioni hanno bisogno di più tempo per entrare in forma nel momento clou della stagione, perché se gestisce la rosa e fai tante rotazioni è anche più complesso trovare un'anima. Con la Lazio, però, tutti questi fattori non potranno incidere: servirà l'anima ed il corpo, il cuore ed il gioco, servirà nuovamente e rapidamente ritrovare il miglior Napoli: quello di alcune notti di Champions. Il mantra deve essere quello dettato da Ancelotti dopo la gara che ha chiuso il 2018: “Abbiamo fatto qualcosa di importante, ma nulla di extra-ordinario. Ora, dobbiamo provare a fare qualcosa di straordinario”.

STRAORDINARIO, MA SENZA MERCATO - Al giro di boa del mercato, la sensazione che si muova poco in casa Napoli è forte. Possibile qualche colpo prospettico, possibile qualcosa alla Kiyine. Ancelotti ed i suoi sono chiamati a fare qualcosa di straordinario senza un aiutino, senza un extra. Si dirà: è stato un ottimo mercato difensivo, resistendo alle sirene per Allan. In vero (e senza clamorosi stravolgimenti), l'offerta per Allan non c'è stata. Ed il Napoli avrebbe preso subito Lozano se si fosse qualificato ai quarti di Champions. Ancelotti non si lagna, anzi rilancia: blinda i suoi e lascia la porta aperta solo al passaggio di Rog in prestito. Questo è quello che appare ai microfoni, quello che si dice attraverso i canali ufficiali. Resta da capire se nei meeting chiusi, come quello di oggi a Roma, la posizione di don Carlo sia la stessa: se gli basta il Napoli così come è per qualcosa di straordinario. LE VALORIZZAZIONI - Finanziare qualcosa di straordinario è, però, pesante: soprattutto se non si vogliono perdere gli elementi più importanti in rosa. Diawara non lo è: se lo si cede per 35/40 milioni è un plus di rilievo per altre operazioni. Comprare calciatori di seconda fascia e poi rivenderli dopo averli valorizzati è una mission per puntare sempre più in alto. Tutti i grandi club hanno, da tempo, intrapreso questa strada: il potenziale acquisto di Moukodi o Almendra va visto anche in quest'ottica, oltre alla valorizzazione dei prodotti del vivaio.