Europeo. In casa. Evento atteso, attesissimo. Esci ai gironi. "Se considerate solo il risultato, alzo le mani. E' un fallimento, sono al primo dirlo" le parole di Gigi Di Biagio, in conferenza stampa, dopo la vittoria contro il Belgio. E sì, si considera quello: il risultato. Perché l'Italia che è stata eliminata alla fase a gironi dell'Europeo Under 21 casalingo puntava solo a quello: quando la Nazionale maggiore ti "presta" Federico Chiesa, Niclò Barella, Lorenzo Pellegrini, Gianluca Mancini, Moise Kean e Nicolò Zaniolo, quando porti via all'Under 20 Mondiale Sandro Tonali (per farlo giocare una manciata di minuti, poi), l'obiettivo è uno solo, e neanche tanto velato: vincere

Così non è stato: male per mezzora contro la Spagna, gli Azzurrini hanno la forza di ribaltarla con la classe dei singoli, Chiesa (in gol). Barella (assist), Pellegrini che segna e si procura il rigore; scavalcato l'ostacolo più grosso, si è affogati in quel che era una semplice pozzanghera: la Polonia, che poi, infatti, è stata spazzata via dalla Spagna. Simbolo del ko contro i polacchi, l'errore di Rolando Mandragora: l'uomo della Nazionale di Gigi Di Biagio, il suo pilastro, il suo capitano, il suo numero 10, quello a cui non ha mai rinunciato, sbaglia un gol facile facile. Che poteva cambiare il risultato e la storia di un Europeo finito troppo in fretta. 

E ora non resta che guardare, con l'amaro in bocca e il disincanto negli occhi, Spagna, Francia, Romania e Germania  tentare di vincere nei nostri stadi, calpestando quel che era il nostro sogno. Una Nazionale piena di talento, che in estate muoverà centinaia di milioni, svanisce così, sprecando la sua chance più ghiotta. Si preparava questo Europeo da anni, è andata male. Malissimo. Contava solo una cosa: il risultato. Che non è arrivato. E quindi sì, Di Biagio: è stato un fallimento. E non è colpa di un amaro biscotto francorumeno, ma solo nostra. @AngeTaglieri