Un tuffo nel passato, per riassaporare l'atmosfera di un tempo e rivedere i campioni di una volta: Operazione Nostalgia Stars vs LaLiga Legends, le leggende del pallone tornano in campo il 6 luglio allo Stadio Dino Manuzzi di Cesena, in un match che metterà di fronte glorie del calcio italiano e stelle del massimo campionato spagnolo.

Ora c'è Cristiano Ronaldo, la sua potenza e la sua efficacia sono il motore della Juventus. Fino a pochi anni fa, tuttavia, il mondo bianconero ruotava attorno a un altro numero, a una leggenda del club, a un artista del pallone: Alessandro Del Piero. Pinturicchio come amava chiamarlo Gianni Agnelli per la sua classe, la fantasia nelle giocate mostrate in carriera: la rete al volo con la Fiorentina, l'assist in rovesciata a Trezeguet contro il Milan, i gol a giro ribattezzati poi 'alla Del Piero' e diventati un vero e proprio marchio di fabbrica per l'attaccante di Conegliano.

ICONA BIANCONERA - La Juve, Del Piero, la dieci. Un trinomio indissolubile, capace di regalare ai bianconeri gioie indelebili come i sei scudetti e la Champions conquistata nel '96 grazie anche ai suoi gol (decisivo quello ai quarti contro il Real Madrid). Artista da subito, simbolo della juventinità con il passare del tempo e delle magie sul campo. E delle esultanze senza freni: chiedere all'Inter nel 2006, vittima a San Siro di quella linguaccia da scudetto diventata poi un'immagine iconica nel calcio italiano ("Mi è venuto di esultare così - racconterà più tardi - ma non so bene perché. Ho pensato a Mick Jagger, un po' anche a Michael Jordan"). La Juve, Del Piero, la dieci, un trinomio capace di resistere anche alle difficoltà e ai momenti più bui: "Non mi sveglierò mai da questo sogno, perché è vero, è tutto vero: sono diventato campione del mondo, gioco in serie B con la mia squadra, con il mio 10 sulla schiena", spiegava Del Piero nel 2006, quando decise di restare anche in B con una missione, ritornare nella massima serie. E la missione è stata compiuta, con il solito marchio di fabbrica: i gol, 20 e titolo di capocannoniere nell'anno della promozione, 21 la stagione seguente confermandosi come top scorer anche al rientro in A. Un filo mai interrotto, proseguito con la storica standing ovation riservatagli dal Santiago Bernabeu nel 2008. E nel 2012, la chiusura del cerchio con la Vecchia Signora: ancora scudetto, sul quale ha impresso il suo marchio con la punizione vittoria contro la Lazio, un gol pesantissimo, anche più di quello messo a segno all'Atalanta nel giorno dell'addio allo Stadium e ai bianconeri. Ultima magia italiana, prima di esportare la sua classe nei nuovi mondi del calcio: in Australia, con la maglia del Sidney FC, e in India, ai Dehli Dynamos.

'ANDIAMO A BERLINO' - Juve e non solo, perché a Del Piero si legano anche gioie e dolori dell'Italia anni 2000. L'errore all'Europeo perso contro la Francia, fallito il golden goal in finale, e la delusione per il Mondiale del 2002 sono stati cancellati in una notte. Dortmund, 4 luglio 2006, Pinturicchio dalla panchina nei supplementari, assist di Gilardino, palla sotto l'incrocio alle spalle di Lehmann e l'"Andiamo a Berlino!" di Fabio Caressa ad accompagnarci fino all'Olympiastadion. Il resto, è storia

Ora tutti gli appassionati di calcio avranno la possibilità di rivederlo sui campi italiani: appuntamento il 6 luglio, a Cesena. Ci sarà anche Del Piero!