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David Platt è già fuggito da Palermo
Era il solo dell'allegra combriccola inglese che parlasse l'italiano. E era anche l'unico, durante la conferenza stampa di presentazione tenuta a Palermo il 4 dicembre, a avere idea di cosa sia un pallone da calcio. E magari sarà stato penalizzato proprio per il fatto di essere così “skilled”, dato che è proprio David Platt il primo a salutare l'allegra brigata inglese raccolta sotto le insegne della Global Futures Sports & Entertainment (GFSE). Nel Palermo made in UK non ci sarò posto per lui.

La notizia è stata appresa due giorni fa, e comunicata in modo inusuale: l'account Instagram di Global Futures Sports, di fresca inaugurazione (QUI). Esso ospita soltanto tre post. E l'ultimo in ordine di tempo, datato 8 dicembre, contiene un comunicato nel quale vengono puntualizzati alcuni dettagli sull'operazione-Palermo. In apertura del testo viene precisato un dettaglio che fin lì non era stato messo in chiaro: Platt ha partecipato alla missione palermitana della scorsa settimana soltanto nella veste di “advisor del team”. Era lì soltanto per dare consigli a due neofiti di pallone come Mr. Richardson e Mr. Sheehan. Tant'è che, poco sotto, viene precisato quanto segue: “Il lavoro che avevamo conferito a David Platt è completato, e David non sarà coinvolto nella prossima fase, ringraziamo David per il suo contributo”.

Domanda: ma che consigli avrà potuto dare mai, David Platt, in quelle poche ore di permanenza a Palermo? Comunque sia, questa versione ex post sul ruolo di Platt nella missione stride parecchio con le definizioni che ne erano state date prima e durante. Perché l'ex centrocampista di Bari, Juventus e Sampdoria era stato presentato in modo diverso. Si era parlato di un profilo da consulente tecnico nel futuro organigramma della società rosanero. E egli stesso aveva detto di non sapere quale ruolo avrebbe ricoperto nel Palermo del prossimo futuro, ma così dicendo dava per scontato che un futuro ci fosse. E invece, durante un sabato festivo in Italia, ne è stato ufficializzato l'addio. Rimane da capire se la defezione di David Platt sia una decisione della GFSE o una scelta personale. Indiscrezioni che abbiamo raccolto nelle scorse ore indirizzano verso la seconda ipotesi. Probabile che, visto da vicino, il progetto non lo abbia convinto. Meglio tirarsene fuori in tempo.

Il comunicato pubblicato su Instagram contiene altre precisazioni, fra le quali la principale è lo sforzo di ridimensionare il ruolo di Maurizio Zamparini nel Palermo gestito da GFSE. Ma sulle prime c'è stata una certa perplessità sul comunicato stesso, e sul canale scelto per diffonderlo. Qualcuno avanza pure l'ipotesi che si tratti di un fake. Ma la presenza di un link in fondo al post allontana questa ipotesi. Esso rimanda al sito di Global Futures Sports (GFS QUI ), anch'esso inaugurato da pochissimo e con una denominazione abbreviata rispetto alla formula GFSE. Nella pagina delle news viene riportato il medesimo comunicato postato su Instagram, ma datato 9 dicembre. Per il resto, vi si trova soltanto le aree in cui GFS opera, e i curricula dei tre amministratori: Clive Richardson, Stewart Castledine e James Sheehan (QUI).
Richardson e Sheehan erano presenti a Palermo. Escluso dalla comitiva era Castledine, che dei tre è quello col profilo di maggiore interesse. Si tratta di un ex calciatore, che è arrivato a giocare in Premier League. Ha fatto parte della mitica Crazy Gang del Wimbledon, negli Anni Novanta. E questo dettaglio viene molto enfatizzato nel curriculum personale. In realtà, Castledine ha giocato pochissimo in quel Wimbledon. Ma è stato abile nel cominciare a tessere, durante la carriera da calciatore, una rete di relazioni che gli è tornata utile dopo il ritiro dall'attività agonistica. Inoltre, le buone doti comunicative gli hanno permesso di intraprendere una carriera nel mondo dello spettacolo, sia come presentatore televisivo in BBC1 che come attore di fiction. Nel mondo dello spettacolo lavora anche la moglie Lucy Alexander, presentatrice televisiva. In seguito Castledine sii afferma nel campo delle agenzie che lavorano nel segmento Sports & Entertainment. Nel 2012 entra a far parte dell'agenzia Sports Revolution, e stando a quanto si legge nel profilo personale Linkedin tale incarico è ancora in essere (qui). Inoltre, nella sua pagina di Wikipedia si fa cenno all'incarico di direttore della divisione sportiva in YM&U Group, l'agenzia diretta da James Grant (QUI). Ma il link che da Wikipedia rimanda alla relativa pagina risulta rimosso.

Da tutto ciò, però, emerge una stranezza. Nell'operazione che porta da 100 a 200 sterline il capitale sociale di GFSE, risulta che Castledine ceda il proprio pacchetto di azioni (5...) e esca dalla composizione proprietaria. Inoltre, egli risulta “resigned” (dimesso) dal 24 settembre 2018 (LEGGI QUI). Da due mesi e mezzo, ufficialmente, non ha più alcun ruolo in GFSE. Ma allora cosa ci fa in GFS? Che senso ha la sua presenza in questa operazione? Lo scopriremo nel corso delle prossime settimane. Così come proveremo a scoprire il senso di un progetto, quella del Palermo inglese, che ancora sfugge.

@pippoevai
 
Pippo Russo

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