La Roma vince su un campo in cui pochi lo faranno confermando una crescente sicurezza nell’interpretare le cosiddette partite da portare a casa sempre e comunque. Ancora una volta Pellegrini si conferma principe dell’assist, ma in generale la squadra si muove da squadra e ha un organico meno povero di quanto alcuni critici abbiano pensato.

A chi avesse pronosticato il Verona nella cosiddetta parte sinistra della classifica dopo mezzo campionato, sarebbe toccato come minimo uno sberleffo. Ma il calcio è bello perché spesso si diverte a spiazzare i depositari di certezze e perché tipi come Juric, collaudato dalla gavetta alla corte di Preziosi, riescono spesso a inventarsi qualcosa per sbarcare il lunario. Nella fattispecie ecco che nel glorioso Bentegodi viene allestito un fortino quasi inespugnabile. Con i due gol incassati dalla Juve contro il Sassuolo, il Verona scopre di avere la migliore difesa del torneo. I tre gol incassati dalla Roma non tolgono valore a una matricola che non faticherà a salvarsi.

Non ha mai smesso di piovere ma il terreno ha retto bene e i protagonisti hanno dato il meglio. La Roma ha dato l’impressione di poter gestire la superiorità tecnica del suo organico e si è illuminata quando Lorenzo
Pellegrini ha confezionato uno dei suoi preziosi assist favorendo l’incursione di Kluivert che ha segnato un gol d’autore facendo passare il pallone tra le gambe del portiere veronese. A questo punto molti hanno pensato che i giochi fossero fatti, ma nel giro di 4 minuti il Verona ha trovato il pareggio con Faraoni, che ha inzuccato in totale libertà mentre Kolarov stava a guardare.

Kluivert, che stava spopolando, si è fatto male dopo una collisione con Zaccagni: Fonseca ha scelto Perotti per sostituirlo ma la Roma, dopo avere costruito una buona palla gol con Pellegrini ha cominciato a sbandare fino a subire il secondo gol ancora firmato da Faraoni. A questo punto è entrato in scena il signor Giacomelli, supervisore capo del Var, che ha avuto bisogno di 5 minuti per stabilire se il pallone del cross di Zaccagni avesse o no superato la linea di fondo. Il caso ha voluto che le immagini non fossero utili a sciolgliere il dubbio, ma il diabolico Giacomelli ha scovato un peccatuccio sfuggito a tutti: l’azione era partita dal piede di Lazovic che era in fuorigioco di qualche millimetro.

La Roma ha tirato un sospiro di sollievo ed è stata premiata da un’ingenuità di Gunter, che ha abbracciato Dzeko, bravo nel raccogliere un taglio di Under, nell’unica occasione in cui il turco ha lasciato un’impronta. Perotti, specialista in materia, non ha sbagliato l’inevitabile rigore.

Nel secondo tempo la Roma si è preoccupata soprattutto di gestire il risultato e solo nel finale gli animi si sono eccitati. Juric ha rilanciato Veloso, che era stato a lungo infortunato e nel finale ha tentato il tutto per tutto lasciando in campo tre punte tre: con Di Carmine sono andati alla ventura Salcedo e soprattutto Pazzini, una vera e propria bestia nera per i romanisti.

Il brivido lo ha regalato ancora una volta il Var, cancellando il rigore pro Verona fischiato da Guida per un precedente fuorigioco. A  chiudere tutti i discorsi ci ha pensato allo scadere Mikhitarian, entrato al posto dell’evanescente Under. L’assist di Perotti era un invito a cena.





IL TABELLINO:

Hellas Verona-Roma 1-3

Marcatori: 17' Kluivert, 21' p.t. Faraoni, 45' p.t. Pellegirini, 48' s.t. Mkhitaryan

Assist: 17' p.t. Pellegrini, 21' p.t. Zaccagni

Hellas Verona (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Gunter, Bocchetti; Faraoni, Pessina (25' s.t. Veloso), Amrabat, Lazovic; Verre (20' s.t. Salcedo), Zaccagni (35' s.t. Pazzini); Di Carmine. All. Juric

Roma (4-2-3-1): Lopez; Santon, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Under (22' s.t. Mkhitaryan), Pellegrini, Kluivert (35' p.t. Perotti); Dzeko. All. Fonseca

Arbitro: Guida

Ammoniti: 28' p.t. Pellegrini (R), 44' p.t. Gunter (HV), 16' s.t. Mancini (R),  19' s.t. Bocchetti (HV), 25' s.t. Diawara (R), 42' s.t. Amrabat