L’operazione Piatek è la dimostrazione che l’Uefa e i suoi parametri non sono quello spauracchio che per mesi hanno voluto farci credere coloro che dovevano mascherare il fallimento delle strategie rossonere. Infatti solo nel mercato di gennaio il Milan si è gia impegnato per oltre 80 milioni di euro e le operazioni di rafforzamento non si sono ancora concluse. Per l’Uefa contava solo avere a che fare con una società e soprattutto una proprietà credibili, a differenza di quella dello scorso anno. Non c’è nessuna prevenzione e nessuna ostilità, anzi siamo certi che a Nyon sarebbero felici di riavere in Champions League gli eptacampioni d’Europa.

Per arrivarci, Gattuso deve inserire rapidamente il nuovo arrivato Piatek nei suoi schemi e mantenere questa coesione del gruppo. Con Piatek al posto di Higuain diventa molto importante cominciare a giocare stabilmente con le due punte e per fare questo bisogna cercare un altro attaccante di complemento sul mercato da qui a fine mese. Ma Gattuso ha dimostrato di saper sfruttare bene le poche risorse a disposizione e anche di saper trovare il momento giusto per approntare i cambiamenti. Quindi fidiamoci. Di certo Rino avrebbe fatto di tutto per tenere un giocatore di caratura superiore come il Pipita. Con lui al 100% la Champions sarebbe stata un obiettivo più raggiungibile.
L’inserimento di Piatek rimane in ogni caso un punto interrogativo. Il polacco comincerà a giocare con la pressione di uno costato 50 milioni. A proposito, immaginatevi che cosa sarebbe successo se l’acquisto di Piatek dal Genoa di Preziosi l’avesse fatto Galliani. Negli anni di affari tra Milan e Genoa mai ce ne era stato uno di questa portata. Eppure stavolta nessuno batte ciglio. Cosiccome nessuno si scandalizza se il Monza ha appena tesserato il fratello di Paquetà. A questo punto non stupiamoci se il prossimo portiere dei brianzoli sarà Antonio Donnarumma.