Solo la Lazio, fermando la Juve, può salvare quel che resta del campionato. In caso contrario diventerà quasi impossibile accreditare il Napoli di qualche possibilità. A San Siro è stato 0-0 e la squadra di Ancelotti ha certamente deluso più di quella di Gattuso. Donnarumma ha parato di più, ma l’intervento decisivo è stato di Ospina su girata di Musacchio. Mancavano dodici minuti alla fine e il gol avrebbe probabilmente condannato il Napoli alla sconfitta.

Non che la meritasse perché la partita è stata equilibrata quasi in tutto, ma una squadra che vuole risalire la classifica e provare ad affiancare la Juve, deve metterci più aggressività (c’è stata solo all’inizio) e meno imprecisione (troppi errori nei passaggi), deve cercare di più la testa di Milik (i migliori crossatori sono stati Mario Rui, uscito contrariato, e Ghoulam, il suo sostituto) e non può sprecare ripartenze e contropiede come accaduto a quattro minuti dalla fine. Considerata la schiacciante superiorità numerica, i giocatori del Napoli sarebbero potuti andare in porta con la palla. Invece hanno inscenato una sorta di torello in area chiuso da un tiro, nemmeno troppo potente, di Zielinski dal limite.

Il centrocampista polacco è stato quello che ci ha provato di più (66’, 84’, 86’, 88’) sempre con tiri tesi che o sono finiti fuori di poco o sono stati neutralizzati da Donnarumma. Il portiere rossonero ha dato grande sicurezza al reparto difensivo (bene tutti soprattutto per la linea tenuta coraggiosamente alta), ma anche Ospina non gli è stato da meno. Anzi, come detto, ha sventato d’istinto (e subito dopo aver preso una botta) la girata di Musacchio destinata a schiodare lo 0-0.
Per la verità il Milan ci era andato vicino anche all’inizio della ripresa quando Kessie, catturata una corta respinta di Albiol, ha tirato sicuro di fare gol dall’area del portiere. Ospina sarebbe stato battuto se Malcuit, uno dei migliori per come ha affrontato le due fasi, non avesse deviato provvidenzialmente di stinco.

Un paio di occasioni le ha avute anche Paquetá - una per tempo - ma le sue conclusioni sono sembrate fiacche prima che imprecise. Dal brasiliano, che a Genova era stato tra i migliori, si pretende di più. Deve essere meno lezioso, soprattutto ai margini dell’area della propria squadra, e più intraprendente quando ha spazio davanti a sé. 

Piatek ha preso il posto di Cutrone a venti minuti dalla fine. E devo ammettere che è sembrato più motivato di lui. Quanto alla forza fisica e all’esplosività non c’erano dubbi. In meno di dieci minuti ha costretto Koulibaly e Ospina (che si è mezzo infortunato) ad un salvataggio disperato, fornito di testa l’assist a Musacchio, procurato un cartellino giallo ad Albiol, che lo ha steso mentre se ne stava andando. E’ presto per dare giudizi, ma Piatek sembra l’uomo giusto al posto giusto: uno che mangerebbe anche l’erba del campo per tenere il Milan al quarto posto e per lanciare se stesso tra i protagonisti di questa Serie A. Si guadagnerà il posto in pochissimo tempo (ammesso che non se lo sia già preso) e farà più gol di Higuain.

Il Napoli ha provato a colpire a partita appena cominciata (6’) con un destro al volo di Callejon su assist da sinistra di Insigne. Ancelotti, pur confermando il 4-4-2, variato in 4-3-3 solo per un quarto d’ora della ripresa, non ha rinunciato a nessuno dei suoi gioielli. Milik e Mertens davanti, Zielinski e Fabian Ruiz in mezzo, Callejon e Insigne sugli esterni. Con Albiol e Koulibaly centrali, i due esterni bassi erano Malcuit (grande spinta e iniziativa) e Mario Ruiz. Interpreti a trazione anteriore di un sistema di gioco che negli ultimi dieci minuti è diventato un 4-2-4. 

Non ha avuto una serata troppo felice Fabian Ruiz e non perché sia stato espulso, del tutto ingiustamente (non c’era il secondo giallo per fallo di mano), dall’arbitro Doveri, ma perché non ha cucito il gioco, ha perso qualche pallone di troppo, ha corso meno di Zielinski. Ancelotti, espulso anche lui per proteste riconducibili al rosso a Fabian, avrebbe voluto una squadra che palleggiasse di più, cambiasse spesso il fronte del gioco e attaccasse maggiormente la profondità.

Invece si è visto un Napoli di piccolo cabotaggio, senza squilli e senza ingegno. Anche se poco servito e poco cercato, mi aspettavo di più da Milik: una palla ha avuto (da Zielinski) e con quella avrebbe dovuto centrare i tre punti. Invece il suo sinistro è stato depotenziato da Donnarumma. L’ho detto, non resta che sperare nella Lazio. Altrimenti il campionato è davvero finito.

IL TABELLINO
 
Milan-Napoli (primo tempo 0-0)

Marcatori:

Milan: Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Bakayoko, Paquetà (dal 24' st Borini); Suso, Cutrone (Dal 26' st Piatek), Calhanoglu. All. A disposizione: A. Donnarumma, Plizzari, Laxalt, Abate, Conti, Bertolacci, Mauri, Montolivo, Piatek, Castillejo, Borini. All. Gattuso

Napoli: Ospina, Malcuit,  Albiol, Koulibaly, Mario Rui (dal 26' st Ghoulam), Callejon, Fabian, Zielinski, Insigne(dal 43 st Ounas), Mertens (Dal 35 st Verdi), Milik. A disposizione: Meret, Karnezis, Ghoulam, Luperto, Maksimovic, Hysaj, Diawara, Hamsik, Ounas, Verdi. All. Ancelotti

Ammoniti: 17' pt Cutrone (Mil), 18' pt Ruiz (Nap), 41' st Albiol

Espulsioni: 46' st Ruiz (Nap), 47' st Ancelotti.

Arbitro: Doveri