La Ferrari ha buttato via un’altra stagione di Formula 1. Di fronte al miglior Hamilton di sempre, la Rossa si è condannata da sola a causa di una gestione disastrosa della seconda parte di stagione. E a dirlo sono i numeri, che spesso racchiudono una verità triste da dover emettere: anche Vettel, mancato nei momenti decisivi, ci ha messo del suo, ma lo sviluppo della macchina e la gestione del le strategie sono apparsi due punti dolenti del Cavallino in quest’annata. E la stagione, fallimentare, obbliga tutto il team a pensare già al prossimo anno.

FERRARI, QUANTI ERRORI - Un anno fa la Ferrari tentava di battere la Mercedes senza successo. Quest’anno, invece, non ci ha nemmeno provato eliminandosi di fatto da sola dalla corsa al titolo. Ma dove è stato l’errore? La Ferrari, accreditata della miglior macchina fino al Gran Premio di Monza, è letteralmente sparita. Un team che appare nel caos, il cui apice si è visto negli errori di sabato nel Gran Premio del Giappone, anche se qualcosa si era già palesato a Spa. E che dire delle dichiarazioni post gara del team principal Maurizio Arrivabene, che magari volevano scuotere l’ambiente ma di fatto non hanno che avallato la tesi che il Cavallino stia vivendo un momento di estrema confusione.
ALLA RICERCA DEL COLPEVOLE - E se Arrivabene a fine gara cercava i colpevoli, Vettel pinge lacrime per un’ennesima occasione gettata al vento. E che dire della gestione anche del cambio tra Raikkonen e Leclerc, con il primo (da rimarcare, ultimo campione del Mondo con la Ferrari, correva l’anno 2007) “parcheggiato” alla Sauber per far posto alla nuova promessa. Di certo i vertici non hanno dimostrato lungimiranza nella gestione del team.

TANTI, TROPPI ERRORI - Di errori ne sono stati fatto parecchi: dalle qualifiche bagnate in Belgio alla gestione suicida del Gp d'Italia, per non tornare troppo indietro nella stagione. Il team Mercedes, in questo momento, appare decisamente più coeso e meno nervoso. Mentre quello Ferrari predica calma ma si scioglie lentamente. In una situazione così non resta che pensare già al 2019. Quando occorrerà però per prima cosa recuperare il team intero, al di là dei piloti. Certo, rimane il fatto che per la prima volta da diversi anni la Mercedes ha trovato un'avversaria in grado di batterla in pista. Ma questo è troppo poco, soprattutto se ti chiami Ferrari.