Paul Pogba e José Mourinho quasi non si parlavano più. Un rapporto distrutto, deteriorato da mesi e arrivato ai minimi storici al punto da spingersi fino ad esclusioni clamorose, stoccate in pubblico, battibecchi anche in allenamento. Svendere a costo zero un gioiello delle proprie giovanili, ricomprarlo per più di 100 milioni e finire per rompere ogni rapporto con l'allenatore così voluto, così protetto: il Manchester United si è ritrovato in un vero disastro manageriale nella gestione di Paul Pogba, ha contribuito una relazione ormai nulla con lo Special One fino all'esonero delle ultime ore.

FUGA DA MANCHESTER - Non a caso, dalla scorsa estate Pogba stava pianificando la sua fuga dal Man United. Ormai estenuato dal rapporto con Mourinho, dal suo calcio poco allettante e da una squadra non competitiva ai massimi livelli, Paul insieme al suo agente Mino Raiola aveva aperto all'idea di andare via: il Barcellona si è attivato davvero, ma soprattutto la Juventus per un ritorno clamoroso bloccato dalla società inglese da giugno in avanti. Pogba - pure campione del Mondo - non si vende, una scelta della proprietà che ha chiesto cifre esorbitanti anche in un ipotetico scambio con Miralem Pjanic in cui venivano pretesi fiumi di milioni a favore del Manchester nell'operazione. Insomma, muro altissimo e Pogba blindato. Ma il francese stava provando a sondare il terreno per andare via tra gennaio e soprattutto giugno 2019 pur di liberarsi da una situazione estenuante, ha aperto il fuoco in prima persona per tornare alla Juve fin qui senza successo.
LA GUERRA BOOMERANG - La guerra tra Pogba e Mourinho adesso è finita. L'impero di José è crollato all'ombra di prestazioni pessime, una classifica non da Manchester United e innumerevoli crepe nello spogliatoio. Ha vinto Paul, ma la vendetta di Mou starà nell'osservare questo boomerang che può portarsi dietro il cambiamento in panchina al Manchester: se lo Special One fosse rimasto, allora seriamente Pogba avrebbe avuto chances di andare via pur di porre fine a un braccio di ferro che stava danneggiando tutti. Senza il nemico Mourinho a Old Trafford, vedere Pogba lontano da Manchester diventerà ancora più complicato. Lo sa molto bene anche la Juventus che infatti si è sempre mantenuta cauta e prudente nelle dichiarazioni con il ds Fabio Paratici mai ottimista in pubblico, con l'addio di Mou c'è sempre più Pogba al centro del progetto tecnico del Man United e soprattutto dei piani alti della dirigenza. Si ripartirà da Paul, la Juve lo sa e per gennaio la pista da improbabile tenderà a diventare irrealizzabile. Per l'estate invece sarà il nuovo allenatore e soprattutto Mino Raiola insieme al giocatore a decidere se forzare ancora la mano oppure restare col sorriso, senza Mourinho in panchina. Una svolta che anche la Juventus segue da vicino. Col rischio che questo esonero possa diventare un boomerang.