Uno dei confronti più attesi della nostra serie A, Roma-Juventus, se ha caratterizzato la prima metà degli anni '80 del XX secolo del nostro calcio è una sfida antica e mai banale, sfida che già 90 anni fa valeva per lo scudetto tanto che dalla leggendaria vittoria romanista al Testaccio del 1931 ne scaturì un film.

ROMA E JUVENTUS NEGLI ANNI'30 - Con l'arrivo degli Agnelli nel 1923 alla guida della Juventus i bianconeri di Torino, dopo anni di transizione, cambiano decisamente passo. Agnelli non bada a spese e plasma poco alla volta una squadra che con gli anni'30 vincerà scudetti a ripetizione, ben 5 consecutivi. La Roma, a differenza della Juventus, è una società giovane, nata nel 1927 ma comunque già ambiziosa. Presidente della Roma è Renato Sacerdoti, il “Banchiere del Testaccio”, tra i fondatori della società giallorossa: grazie alle sue capacità economiche la squadra romana si mette subito in luce, tanto da raggiungere nel 1931 la qualificazione alla Coppa Europa Centrale. La Juventus vuole vincere e per tentare di tenere testa all'Internazionale – ribattezzata alla fascista Ambrosiana-Inter – nell'estate del 1930 si rafforza con l'ingaggio di Ferrari e affidando la propria panchina a Carlo Carcano, entrambi prelevati dall'Alessandria. Anche la Roma si rafforza, prima di tutto confermando come centromediano il fuoriclasse Bernardini e al centro del suo attacco il vice cannoniere del torneo precedente “Sciabbolone” Volk, quindi inserendo il portiere Masetti e l'ala Costantino. 

L'inizio del campionato della Juventus è davvero impressionante con ben 8 vittorie consecutive che la proiettano in testa alla classifica. Mano a mano che il torneo procede le rivali si staccano e solo la Roma pare essere in grado di impensierire i bianconeri, anche se, ad onor del vero, non arriverà mai ad agganciare la Juventus. 

CAMPO TESTACCIO, “OGNI PARTITA E' UNA VITTORIA” - Più o meno recita così l'inno che Toto Castellucci scrive in onore al campo del Testaccio, il mitico campo del Testaccio, il campo da gioco della Roma che era stato costruito oltre piazzale Ostiense su volere del presidente Sacerdoti e a spese della Roma. Tutto in legno, poteva contenere sino a 30.000 persone che urlavano senza sosta sui giocatori rendendo molto difficoltoso per gli avversari giocarvi. Se ne accorge la Juventus il 15 marzo del 1931 quando è in programma lo scontro diretto. I bianconeri vi arrivano con 5 punti di vantaggio sulla coppia formata da Roma e Bologna, un risultato positivo al Testaccio potrebbe valere più di mezzo scudetto. Quella domenica di marzo del 1931 il Testaccio è una bolgia e già dopo appena 6 minuti Lombardo porta in vantaggio i giallorossi, aumentando – se possibile – il già caldissimo tifo della capitale. Per il secondo tempo si attende la reazione bianconera che invece non ci sarà, anzi, la Roma nella ripresa legittima il vantaggio e va a segno ben altre quattro volte, fissando il punteggio finale su un clamoroso 5 a 0. Complice il pareggio esterno del Bologna, la Roma dopo questa clamorosa vittoria si porta solitaria alle spalle della Juventus a soli 3 punti di distacco, ravvivando la volata scudetto che alla fine premierà comunque la Juventus. È una vittoria clamorosa, una vittoria e una partita destinata a restare immortalata per sempre nella storia del nostro calcio.

IL CALCIO AL CINEMA - Un ricordo indelebile anche perchè proprio quella partita ispira il regista Mario Bonnard tanto da fargli girare un film dal titolo inequivocabile: “Cinque a zero”. Bonnard, già attore in molti film muti e quindi regista negli anni'20, nel 1932 realizza la commedia “Cinque a zero” interpretato dall'attore siciliano Angelo Musco, “stella” del teatro e del cinema di quegli anni: il film risulta essere il primo film di ambientazione calcistica realizzato in Italia. La trama della commedia – leggiamo dal sito specializzato mymovies.it -  è piuttosto leggera: c'è il presidente di una squadra di calcio che deve fare i conti con la moglie che detesta lo sport e con uno dei suoi giocatori che ha perso la testa con una cantante del varietà. Ovviamente tutto si risolverà per il meglio tanto che la moglie diventerà una accanita tifosa! Interessante sottolineare che tra gli interpreti della pellicola risultano esservi anche molti giocatori della Roma, tra i quali Volk, Ferraris IV, Bernardini, Masetti e Chini. In Italia il film “Cinque a zero” segna l'inizio di un rapporto – quello tra cinema e calcio – molto prolifico ma non sempre capace di realizzare pellicole davvero convincenti.


(Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)