"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".

Seduto sulla scrivania, agenda aperta, appuntamento del martedì sera: match di Champions contro la Juventus. "Perfetto". Il mouse muove la freccia sullo schermo: click, Netflix; click, Juventus-First Team; click, play. Cuffie nelle orecchie, occhi per il mondo bianconero. Deve essere andata più o meno così la serata pre Juve di Christian ​Fassnacht, una delle stelle dello Young Boys: "L'ho studiata su Netflix". Studiarla per conoscerla, perché batterla è, a oggi, impossibile.  IMBATTIBILE! - 8 su 8 in campionato con la vittoria sull'Udinese di ieri, 10 su 10 considerando la Champions League: 23 gol fatti (in tutte le competizioni), 5 gol subiti. Numeri che vanno oltre all'essere la semplice favorita, numeri che stanno raccontando il cammino di una corazzata. Che su Netflix, per filo e per segno, racconta anche il lato nascosto della Juve: le parole di Agnelli a inizio stagione, la vita privata del papà Miralem Pjanic, le sfide in famiglia a Villar Perosa, un dietro le quinte dove ogni minimo particolare viene studiato. E rivelato. Fassnacht non conosceva il motto della Juve: "Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta": "Mi ha colpito, mi è piaciuto, non lo conoscevo". Noi, in Italia, sì. E a quanto pare anche Ronaldo, perfetta incarnazione del pensiero espresso per la prima volta da Giampiero Boniperti.