Doppia premessa. La prima: il calcio è lo sport più strano al mondo e tutti sanno che in una partita (ma anche in due...) può accadere di tutto. La seconda: la Champions trasmette anche alle squadre più piccole un’energia imprevista che le trasforma. Però anche così, la Juve ha ben poco da temere dal Lione che ha appena battuto il Metz. O, se vogliamo: se la Juve viene eliminata dalla squadra di Garcia dovrà vergognarsene per gli anni a venire. Sul piano tecnico la differenza è abissale anche con la Juve di questo appannato momento, non a caso Garcia, nell’intervista concessa al Corriere dello Sport-Stadio, ha detto di avere una sola speranza: «Che la Juve ci snobbi». Conoscendo la Juve, sarà molto difficile.

TROPPI ASSENTI. Il 2-0 sul Metz, penultimo in Ligue 1, è stato frutto a sua volta di una notevole differenza sul piano tecnico fra le due formazioni, ma nessuno del Lione ha entusiasmato. Mercoledì, in Champions, Garcia cambierà ancora qualcosa. In parte sarà costretto a farlo perché oltre alle assenze certe di Depay («il nostro Ronaldo», parole dell’ex allenatore della Roma), Kone, Solet e Reine-Adelaide, si potrebbero aggiungere quelle di Denayer e Dembélé, usciti malconci dal campo di Metz. Fosse così, sarebbe un disastro per i francesi.

SENZA GIOCO. Il primo tempo di questa partita è stato un pianto. Gioco privo di qualità, rarissimi e vani tentativi d’attacco, errori continui negli appoggi, solo un po’ di corsa, ma con molta confusione, così come confuso, anzi, di più, caotico, è stato il finale dei primi 45', diventati in tutto 54'. E’ successo questo. Il primo tiro pericoloso del Lione nello specchio della porta, al 44', è stato dell’ex Cornet e con un gran balzo il portiere algerino del Metz, Oukidja, l'ha deviato in angolo. Dalla bandierina, cross teso di Terrier, la palla ha superato la cresta (con tanto di riccioli fucsia che sembravano un pennacchio) di N’Doram ed è schizzata sul braccio largo di Udol, pressato da Denayer. Era esattamente il 44'19". Dal Var hanno avvertito l’arbitro Wattellier che quanto meno c’era un dubbio, ma il fischietto francese ha aspettato fino al 47'03", quasi tre minuti, prima di andare a verificare al monitor un tocco di mano che già alla prima verifica tv era apparso evidente. Wattelier è rimasto davanti allo schermo fino al 48'11" e poi ha fischiato il rigore. Quattro minuti per un fallo chiarissimo: se accade in Italia, lo trasformiamo in un caso arbitrale. Ma non è finita qui. Cornet ha battuto il rigore che Oukidja ha respinto, uscendo però dalla riga bianca di oltre un metro. Anche Cornet però aveva fermato la sua corsa... E’ intervenuto di nuovo il Var, rigore da ripetere e portiere del Metz ammonito.

L’INTUIZIONE DI GARCIA. L’ex allenatore della Roma ha chiamato Marcelo per avvertire Dembélé che stavolta il rigore toccava a lui. Cornet si è fatto da parte e Dembelé non ha sbagliato. Tutte qui le emozioni del primo tempo. Il gioco, come detto, non s’è visto. Garcia ha cambiato modulo al Lione per la quarta volta da quando ne è diventato allenatore, a Metz ha schierato la difesa a tre facendo debuttare il giovane brasiliano Bruno Guimaraes arrivato a gennaio dall’Athletico Paranaense per 20 milioni di euro.

ESPULSIONE E 2-0. Sulla scia del doppio rigore, la ripresa è stata almeno più elettrica. Pur nella sua inconsistenza tecnica il Metz è stato costretto ad attaccare e si è allungato, così il Lione si è trovato un po’ più a suo agio, ha cercato di palleggiare e al tempo stesso di verticalizzare. Ci sono state una bella combinazione Toko Ekambi-Terrier-Toko Ekambi con tiro deviato da Oukidja e un altro paio di iniziative dell’Olympique. Al 35', il capitano del Metz, Diallo, ha perso la testa e ha centrato Marcal con una manata mentre erano in area in attesa di un calcio d’angolo. Ancora un ricorso al Var e rosso inevitabile per lo sciagurato Diallo. Al 3' di recupero, ancora angolo per il Metz, in area è arrivato anche il portiere Oukidja, solo che la palla è stata respinta di testa da Dembélé, rimasto acciaccato alla caviglia proprio in quell’occasione, scatto di 70 metri della giovane stellina di casa, Houssem Aouar (classe ‘98), appena entrato, e palla dentro a porta sguarnita nonostante la rincorsa di Oukidja. Proprio Aouar potrebbe essere una delle novità di mercoledì prossimo.

I SINGOLI. Per essere un esordiente, Guimaraes non è andato malissimo. Dell’Olympique si è alzato un pochino oltre la media l’attaccante camerunense Toko Ekambi, un pochino anche Terrier per un paio di guizzi e un bello scambio volante con lo stesso Toko Ekambi. Terrier partiva da esterno e si trasformava in trequartista anche per controllare Fofana, il regista del Metz, sembrava un’idea per Pjanic. Impossibile giudicare la prestazione di Lopes e dei tre difensori: i padroni di casa sono stati capaci di non concludere nemmeno una volta nello specchio della porta. Garcia si è spaventato solo quando Denayer è caduto male sulla caviglia sinistra, ma è rimasto in campo fino alla fine pur zoppicando. Denayer è il leader della difesa, se anche lui fosse costretto a saltare la gara con la Juve sarebbe un altro bel problema per i francesi. Quanto a Dembelé, la stella del Lione in assenza di Depay, si è visto solo in due occasioni, ma entrambe decisive: sul rigore e sulla respinta di testa che ha dato il via al 2-0 di Aouar.

Metz-Lione 0-2

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METZ (4-3-3): Oukidja 6; Centonze 5,5 Bronn 5,5 Boye 5,5 Udol 5; Angban 5 (34' st Ambrose) sv Fofana 5 N’Doram 5; Nguette 6 (43' st Yade) sv Diallo 4 Niane 5 (34' st Gakpa). All.: Hognon 5
OLYMPIQUE LIONE (3-4-3): Lopes sv; Denayer 6,5 Marcelo 6 Marcal 6; Dubois 5,5 Tousart 5,5 Bruno Guimaraes 6 Cornet 5; Toko Ekambi 6,5 (41' st Aouar 6,5) Dembelé 6,5 (50' st Gouiri) sv Terrier 6. All.: Garcia 6
ARBITRO: Wattellier 5,5

MARCATORI: 53' pt Dembelé (OL) su rigore, 49' st Aouar (OL)
ESPULSI: 36' st Diallo (M) per fallo di reazione a gioco fermo
AMMONITI: 53' pt Oukidja (M) per comportamento non regolamentare e 42' st Hognon (allenatore Metz) per proteste.