Due top club del calcio mondiale uniti dallo stesso destino. Come se due stelle polari si fossero improvvisamente spente, balbettassero abbagli di luce invece di brillare come da tradizione. Crisi Real, abisso Bayern. Due allenatori debuttanti - Lopetegui e Kovac - sulla graticola, a rischio esonero, comunque criticati per le loro scelte e l'incapacità di marchiare con un'identità precisa le rispettive squadre. Nelle ultime quattro partite tra Liga e Champions, il Real Madrid ha ottenuto tre sconfitte (Siviglia, 3-0, poi Cska e Alaves, sempre 1-0) e un pareggio (senza reti, contro l’Atletico Madrid). I Campioni d’Europa nell’ultima settimana hanno perso a Mosca, contro il Cska; e contro l’Alaves, all’ultimo corner battuto, al 5° di recupero. Segnali anche questi. «Caida libre», «Caduta libera» titolano i giornali spagnoli. L’ultima vittoria è quella (1-0) con l’Espanyol, il 22 settembre. La partenza di Cristiano Ronaldo ha lasciato un vuoto, anche se tutti - a casa delle Merengues - si affrettano a dire che non è così. Ma siamo alla quarta partita senza gol. Benzema non ingrana (è a secco da sei partite), Bale va a scartamento ridotto, Mariano e Vinicius non sembrano ancora pronti per risolvere - da soli - situazioni complicate. Ora i Blancos sono risucchiati in un ingorgo d’alta classifica che li vede costretti a guardarsi a destra e a sinistra. Si parla di una fronda anti-Lopetegui. Buone notizie per la Roma, che affronterà il Madrid in Champions dopo essere stata suo malgrado protagonista dell’ultima vera prova maiuscola dei Blancos: il 3-0 al Bernabeu nella gara di andata.  Sta pure messo peggio il Bayern, scivolato in quinta posizione (sesta se il Lipsia dovesse vincere) in una Bundesliga che ha perso il suo padrone. Il ruolino di marcia dei bavaresi nelle ultime quattro partite parla chiaro: 2 gol segnati, 7 subiti. In sette giornate il Bayern ha già accumulato la metà (2) delle sconfitte complessive dell’anno scorso, quando vinse il titolo (il 6° consecutivo) a +21 dallo Schalke 04. I campioni di Germania - esattamente come il Real - non vincono da quattro partite. In Bundesliga un pari (contro l’Augsburg) e due sconfitte sempre all’Allianz Arena (contro Eintracht e Borussia Moenchengladbach), in Champions il pari contro l’Ajax. Il gioco è macchinoso, il turnover imposto da Kovac non piace ai big (Lewandowski, Hummels, Muller), Ribery e Boateng sono pallide fotocopie di loro stessi. L’ultimo ko - lo 0-3 casalingo contro appunto il Gladbach - è una ferita aperta che come sempre succede in casa-Bayern è servita da pretesto per i soliti attacchi frontali contro l’allenatore, quel Nico Kovac che all’Eintracht aveva lavorato molto bene ma che si trova ora a gestire una situazione più grande di lui. Critiche gli vengono rivolte dall’interno dello spogliatoio (James Rodriguez si è lamentato) e dall’esterno (Matthaus l’ha apertamente attaccato). Se non riprende in mano la situazione, il croato rischia di dover chiudere subito la sua avventura sulla panchina bavarese. Indovinate un po’ chi potrebbe essere il sostituto? Quella vecchia volpe di Jupp Heynckes, sempre lui, ancora lui.