Dimenticare il Mondiale. Dimenticare gli stadi pieni e le imprese riuscite o quelle sfiorate. Dimenticare i milioni di spettatori ad ogni partita in tv e l’euforia collettiva che ha accompagnato non solo la Nazionale italiana, inaspettatamente giunta ai quarti di finale, ma anche l’intera manifestazione francese. Il calcio delle donne ricomincia questa sera, mercoledì 11 settembre, con l’esordio in Champions League della Juventus opposta al Barcellona e prosegue domani, giovedì, con Fiorentina-Arsenal (tutto su Sky rispettivamente alle 20 la Juve e alle 19 la Viola).

La Nazionale di Milena Bertolini, pur vincente nelle trasferte di Israele (3-2) e Georgia (1-0) valide per la qualificazione europea, ha mostrato qualche difficoltà sul piano della “fame” che l’aveva contraddistinta in Francia (l’ha detto la stessa c.t.) e, soprattutto, della condizione fisica. Impossibile essere al massimo quando il campionato italiano non è ancora cominciato: partirà a fine settimana e il clou sarà Roma-Milan di domenica alle 12.30. La premessa vale, a maggior ragione, per le partite di Champions. Non solo Juve e Fiorentina non hanno gare e minuti ufficiali nelle gambe, ma si troveranno di fronte avversari di categoria superiore: il Barcellona che, sabato passato, ha battuto 9-1 il Real Madrid-Tacon, è stato finalista della Champions della stagione scorsa; l’Arsenal è campione d’Inghilterra, quarta con la sua Nazionale al Mondiale.

Per questo dimenticare tutto e ricominciare come se fossimo all’anno zero è un buon esercizio, anche se faticoso e innaturale. Ma nello sport è così: non esistono le grandi imprese se non si è in grado di rimettersi in discussione.
Tutto ciò non è solo una premessa, ma anche un’avvertenza. Superare il turno di Champions League è impossibile per la Juve e assai arduo per la Fiorentina. Il campionato che riparte sabato e proseguirà domenica sarà forse più competitivo dei precedenti (la Roma è la squadra che più di tutte può competere con la Juve), ma resta un torneo che in estate ha dovuto subire la rinuncia di due club (Chievo Valpolicella e Atalanta Mozzanica) con il recupero delle due retrocesse (Pink Bari e Orobica), presumibilmente spezzato in tre tronconi per quanto riguarda il valore delle singole squadre. E, purtroppo, non si giocherà sempre negli stadi dei grandi (lo Stadium, il Franchi, il Friuli, magari San Siro e l’Olimpico) e con adeguata pubblicità per gli eventi, ma ad Alessandria (la Juventus), a Monza (il Milan) per non dire delle altre costrette in impianti magari belli, ma scomodi, ridotti e poco reperibili. Per fortuna ci sarà Sky, la tv che detiene in esclusiva i diritti della serie A, della Coppa Italia e della Supercoppa. Il metodo giornalistico e narrativo è lo stesso adottato per le gare maschili di alto livello (studio pre e post partita, telecronaca a due voci, due bordocampisti), il prodotto televisivo sarà di primissima qualità anche perché arricchito dalla presenza di Carolina Morace, seconda voce e opinionista anche della serie A maschile. Questo obbligherà le società e la neonata Divisione della Federazione (neo presidente Ludovica Mantovani) ad essere all’altezza in tutti i sensi, dallo spettacolo sul campo (la cosa più importante) alla cartellonistica pubblicitaria (una cosa di una certa importanza anche se non decisiva).

Tuttavia “natura non facit saltus” dicono i latini e, dunque, bisognerà essere attrezzati per accettare un anno di transizione, in attesa di assestamenti futuri per ora solamente auspicabili. Il calcio femminile non è solo la serie A. In B è scomparso il Genoa (nessun legame con il club maschile), dieci società sono state ripescate per poter fare la serie C. Insomma c’è molto da fare soprattutto alla base dove le tesserate restano ancora pochissime (poco più di 26 mila).
Intanto, sabato, alle 20.30, come per i maschi e nonostante la partita di Champions disputata tre giorni prima, ci sarà l’anticipo televisivo su Sky: la Juve esordirà affrontando il neo promosso Empoli.