La Lazio travolge la Roma nel derby (3-0), si piazza ai sei punti dall’ingresso in Champions, seppure con una partita in meno, regala all’Inter, sorpassata dal Milan nel pomeriggio, la momentanea certezza del quarto posto, una consolazione non propriamente minore.

Tutto resta possibile nella zona più appetita dietro a Juve e Napoli anche se la Roma esce ridimensionata dal sentitissimo confronto cittadino. Perdere il derby è già doloroso di suo. Se poi la sconfitta è figlia del dominio avversario, allora fa ancora più male.

Può darsi che ad Oporto, dove mercoledì è attesa per il ritorno degli ottavi di Champions League, la Roma riesca a ritrovare coralità e gioco produttivo. Tuttavia quanto mostrato nel derby è allarmante. Male sia la fase che il reparto difensivo, lunga la squadra, insufficienti i più navigati e i più giovani, fatta eccezione per Zaniolo, l’unico ad avere il guizzo, lo scatto, lo strappo. 

La mia sensazione è che se la Lazio è arrivata all’appuntamento lucida di mente e carica nelle gambe, la Roma si sia presentata vuota e molle, forse un po’ imbullita perché veniva da un periodo felice e fortunato. 

Sul campo il confronto è stato impari. E non solo perché la Lazio ha segnato presto (12’ Caicedo) e a séguito di un taglio e di un assist (Correa) bellissimi, ma perché la palla è stata quasi sempre tra i piedi dei biancocelesti che hanno saputo trattarla con consumata perizia.

Non credo che dipendesse dai moduli (3-5-2 per la Lazio, 4-3-3 per la Roma diventato 4-2-3-1 dopo l’intervallo), ma dalla voglia di occupare e tenere il campo, dalla oculata disposizione difensiva, dal fraseggio corto-lungo che i ragazzi di Inzaghi hanno saputo alternare.

La Roma, forse intenta a rimirare se stessa, non ha creato nulla. Del primo tempo si ricorda solo un tiro di Dzeko, respinto da Strakosha, dopo insistita percussione di Zaniolo. 
Cosa è mancato di più ai giallorossi?

Insieme alla ferocia difensiva, direi la velocità nel far andare la palla. E anche se nel secondo tempo è di certo aumentato il possesso, le situazioni pericolose sono rimaste poche. Qualche innocuo tiro da lontano (El Shaarawy) e una fantastica proiezione di Zaniolo, smarritosi al momento di concludere da dentro l’area.

Qualcosa di meglio, complice anche una pausa laziale, si è visto a metà ripresa quando Strakosha ha deviato una conclusione di Florenzi e, su calcio d’angolo, Dzeko, di testa, ha messo palla per Pellegrini e Pastore appostati al vertice dell’area del portiere. I due hanno finito per ostacolarsi e la sfera, forse colpita da entrambi, è finita a lato.

Nessuno è in grado di dire se l’episodio avrebbe potuto deviare il corso della gara. Di sicuro, un paio di minuti dopo, la partita si è spaccata in due definitivamente. E se, ancora una volta, l’assist profondo di Immobile (subentrato a Caicedo) è stato invitante, non si può non rilevare come Fazio si sia fatto battere sulla corsa dall’avversario prima di franargli addosso e farlo cadere in area. Mazzoleni ha assegnato il rigore che il Var ha confermato. Decisione giusta. Perché è Fazio a far perdere l’equilibrio a Correa che poi si sgambetta da solo. La trasformazione di Immobile ha dato il colpo di grazia alla Roma. Dai giallorossi nessuna reazione, solo un’inaccettabile rassegnazione.

Così, a due minuti dalla fine, il 3-0 è calato sull’Olimpico come la più pesante delle punizioni. Cataldi, sostituto di Correa, ha chiuso di sinistro un’azione tutta di prima sulla quale Milinlkovic Savic, uno dei migliori, ha fatto da sponda per l’ultimo passaggio. 
Il delirio dei laziali ha irritato alcuni giocatori della Roma. Dzeko è andato a prendersi l’ammonizione per un gratuito fallo in attacco. Kolarov, avventatosi nella mezza rissa successiva, ha subìto la stessa sorte. Non pago della prodezza, un minuto dopo è intervenuto in modo scomposto su Immobile beccandosi il secondo giallo. Così una Roma già male in arnese e reduce dal Portogallo, lunedì 11 affronterà l’Empoli senza Dzeko (era diffidato) e senza Kolarov. 

Detto sperando che nessuno si offenda, non è questo il peggiore dei mali.
Il derby ha detto che manca la squadra e tre giorni sono pochi per ritrovarne una almeno decente.



IL TABELLINO

Lazio-Roma 3-0 (primo tempo 1-0)

Marcatori 13' pt Caicedo (L), 28' st rig. Immobile (L), 44' st Cataldi (L)

Assist: 13' pt Correa (L)

Lazio (3-5-2): Strakosha; Bastos, Acerbi, Radu; Marusic, Luis Alberto (25' st Parolo), Leiva, Milinkovic, Lulic; Correa (33' st Cataldi), Caicedo (19 st Immobile). All. Inzaghi

Roma (4-3-3) Olsen; Florenzi, Juan Jesus, Fazio, Kolarov; Pellegrini, De Rossi (21 st Pastore), Cristante; Zaniolo (17' st Perotti), Dzeko, El Shaarawy (36' st Schick). All. Di Francesco

Arbitro: Mazzoleni 

Ammoniti: 5' pt Juan Jesus (R), 10' st Lulic (L), 27' st Fazio (R), 31' st Milinkovic, 47'st Dzeko (R), 47' Kolarov (R), 47' Radu (L)

Espulsi: 47' st Kolarov (R)