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Ronaldo, il signor Kia del Valladolid?
Andrà meglio alla prossima. L'esordio di Ronaldo Luís Nazário da Lima come azionista di maggioranza del Real Valladolid coincide con una sconfitta casalinga contro l'Alaves. Un risultato che fa emergere le prime preoccupazioni. Perché conseguito contro una possibile rivale nella corsa alla salvezza, e perché la casella dei gol segnati continua a mostrare lo 0 dopo 360 minuti di campionato. Nulla di irrimediabile, ma quanto basta per cominciare a essere vigili. E intanto che il campo da gioco manda segnali negativi, la situazione societaria continua a rimanere nebulosa.

Sono passate quasi due settimane da quando Ronaldo ha concluso la scalata alla proprietà del club, eppure i termini dell'operazione continuano a essere vaghi. Come c'era da aspettarsi, la stampa mondiale e quella nazionale si sono soffermate quasi esclusivamente sul motivo del grande campione del passato che prova a rilanciare un club di modesta taglia. Una narrazione estremamente pigra, ma forse non c'era da aspettarsi granché di diverso. Troppo chiedere che la maggioranza della stampa si soffermasse sui soci-investitori di cui Ronaldo è il front-man. Nulla si sa sul loro conto. Chi sono? E perché insieme a Ronaldo hanno deciso di investire nel Real Valladolid? Quali vantaggi si aspettano di ottenere? Interrogativi che rimangono lettera morta, nemmeno formulati. Meglio limitarsi a registrare l'attualità, che porta due notizie da aggiungere al mood trionfalistico. La prima: il Consejo Superior de Deportes, l'agenzia governativa spagnola che sovrintende alle politiche dello sport nazionale, ha dato il via libera al passaggio di proprietà che mette il 51% del Real Valladolid nelle mani di Ronaldo e dei suoi anonimi soci. La seconda, tutta fanfare e lustrini: il “Progetto Valladolid” (chiamato così, pomposamente) verrà presentato in occasione del World Football Summit che si terrà a Madrid il 24 e 25 settembre. In quell'occasione Ronaldo parteciperà a una tavola rotonda insieme Carlos Suárez, ex cestista e presidente del Valladolid rimasto in carica nonostante gli abbia ceduto le quote. Accanto a loro siederà Julio Senn, avvocato gran sostenitore del ruolo delle terze parti nel business calcistico, con un portafoglio clienti che fra gli altri comprende Jorge Mendes è l'ei fu Doyen Sports Investments. Come a dire che il piccolo, neopromosso Valladolid entri nel giro grande. A far cosa non si sa, dato che per il momento non riesce nemmeno a sbattere un pallone in porta.

Nell'attesa che lo stesso Ronaldo decida di chiarire chi siano i suoi compari, una prima indicazione è stata offerta da una testata locale, il Diario de Valladolid. Che in un articolo dei giorni scorsi ha reso noto un fatto che potrebbe essere connesso con l'acquisizione del club biancoviola. Lo scorso 11 maggio con sede in Madrid, al quinto piano del numero 3 di Plaza de la Lealtad, è stata fondata la società a responsabilità limitata, Tara Sports 2018. Dal 20 giugno il suo amministratore unico risulta essere Nazario de Lima Ronaldo Luis. Alla voce “Ragione sociale” si legge: a) servizi di consulenza e assistenza in attività relative al mondo artistico e dello sport, nei confronti di persone fisiche e giuridiche, partecipate e no; b) compravendita, gestione e sfruttamento dei diritti d'immagine, audio, d'autore, attoriali, pubblicitari e così via.
Dunque una società di servizi, specializzata nel segmento Sport & Entertainment, con particolare attenzione ai diritti d'immagine. Che sono adesso la nuova frontiera di sfruttamento per l'economia parallela del calcio globale. I prossimi mesi ci diranno quali intersezioni verranno a crearsi tra Tara Sports 2018 e Valladolid. Rimangono le perplessità su questa operazione che ha portato il gruppo di investitori a comprare per 30 milioni di euro (per di più pagabili con tempistica comoda) per mettere le mani sul 51% del club spagnolo. Un'operazione che, come opportunamente fatto notare dall'informatissimo blogger brasiliano Paulinho, ricorda quella che portò la Media Sports Investments a controllare il Corinthians fra l 2004 e il 2007. Anche allora il soggetto acquirente stilò un accordo per mettere le mani su un 51%. Ma in quel caso si trattava della percentuale sui ricavi annuali, nel quadro di un accordo di durata decennale. Allora il front-man dell'operazione si chiamava Kia Joorabchian. Ciò che ha spinto il blogger brasiliano a definire Ronaldo “il Kia Joorbachian del Valladolid”. Il tempo dirà se le cose stanno così. Ma intanto le premesse ci sono tutte.

@pippoevai
Pippo Russo

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