Ronaldo premia la Juve, gli episodi puniscono il Milan. Una traversa (di Cutrone, il migliore tra i rossoneri) e un possibile rigore (Emre Can su Conti), ignorato prima da Banti e poi dal Var che non richiama l’arbitro alla revisione, fanno imbestialire Gattuso che, nel secondo tempo, ci ha provato sempre, anche negli ultimi venti minuti, quando i suoi ragazzi sono rimasti in dieci per l’espulsione di Kessie, questa sì decretata dal Var dopo che Banti lo aveva sanzionato solo con il giallo.

La Juve vince così l’ottava Supercoppa italiana della sua storia e si issa da sola in testa, proprio seguita dal Milan, nell’albo d’oro della manifestazione nazionale più diffusa nel mondo. Tra molte polemiche si è giocato a Gedda in Arabia Saudita (stadio pieno, donne mischiate agli uomini) dove i diritti civili sono spesso mortificati. Giusto protestare,  ma si sarebbe dovuto farlo anche quando si giocò in Cina (quattro volte), nella Libia di Gheddafi o in Qatar dove, tra l’altro, si svolgerà il Mondiale del 2022.

Quando vince la Juve le domande sono sempre le solite: ha giocato bene? Ha vinto meritatamente? Non sono interrogativi oziosi, ma legittimi quando si parla e si scrive della squadra più forte d’Italia (lo è da sette anni, ma adesso di più) e di un club che vuole fortemente stare nei primi quattro al mondo, passando ovviamente dalla conquista della Champions League. In questa finale di Gedda il gioco si è visto a tratti (paradossalmente meglio nel primo tempo che nella ripresa) e il successo della Juve è la risultante di una partita condotta in maniera sufficiente. Meglio del Milan? Solo in parte. Infatti il gol decisivo (61’) è venuto nel momento in cui la squadra di Gattuso stava esercitando una pressione maggiore. Cutrone, sostituto di un Higuain ormai destinato al Chelsea ed escluso all’inizio per ragioni di opportunità, aveva colpito la traversa con un sinistro appena dentro l’area (due i “pasticcioni” juventini: Bentancur che ha sbagliato il tempo di uscita sul portatore di palla avversario e Pjanic che involontariamente ha servito l’avversario) e Kessie, in ripartenza solitaria, aveva mancato di poco un filtrante vincente ancora per Cutrone.

La Juve, invece, pur dopo un avvio stentato, aveva fatto meglio nel primo tempo con Douglas Costa a destra, Dybala finto centravanti, Ronaldo a sinistra. Due le occasioni nitide: una conclusione di Douglas Costa fuori di un alito e una mezza girata di Ronaldo, su formidabile cross di Alex Sandro, alta di poco, dopo essere rimbalzata per terra. Milan non timido, ma poco pericoloso. Se Cutrone, a seconda dei movimenti, è andato incontro alla palla, facendo salire la squadra, o ha cercato la profondità con ottima lena, Castilejo è mancato del tutto (male anche in fase di non possesso) e si è visto poco Calhanoglu (un diagonale parato da Szczesny prima dell’intervallo).

Ronaldo ha deciso e il gol pesa. Tuttavia a volte spreca banalmente (vanificato un contropiede 3 contro 2 con un cervellotico tentativo per la testa di Dybala), altre è vittima del proprio egoismo. Con la Juve avanti di un gol e di un uomo, ha voluto concludere in porta quando c’erano ben tre compagni piazzati meglio di lui a ridosso dell’area. Non so quanto certe situazioni abbiano fatto infuriare Allegri, fatto sta che Gattuso non ha mollato mai. Prima dell’espulsione di Kessie, è passato dal 4-3-3 al 4-2-4 inserendo Higuain (per Castillejo) e Borini (per Paquetà). Dopo, cioé con la squadra ridotta in dieci, l’ha disposta con il 4-3-2 inserendo Conti (per Cutrone) e spostando Calabria a mezz’ala.

Il calcio è un battito d’ali. Come Pjanic, uno dei meno positivi, ha trovato la testa di Ronaldo (scatto al limite del fuorigioco) a mezz’ora dalla fine, così un arbitro diverso da Banti sarebbe potuto intervenire quando Emre Can ha toccato in area Conti. Purtroppo, non essendosi trattato di un chiaro errore arbitrale (non lo sarebbe stato nemmeno se avesse concesso il rigore), il Var ha taciuto. Ridurre la partita solo a questo sarebbe ingiusto. In caso di pareggio in extremis, il Milan avrebbe dovuto affrontare un’altra mezz’ora di tempi supplementari, come avvenuto quattro giorni fa a Genova, per di più in inferiorità numerica. Stanco e decimato, forse avrebbe perso lo stesso, ma sarebbe stata una resa eroica. La Juve, nel frattempo, incassa il primo trofeo stagionale. Ne ha da conquistare altri tre per fare il grande slam. Ma uno solo - non occorre dire quale - è l’obiettivo che farebbe rinunciare a tutto il resto.

@gia_pad

IL TABELLINO Juventus-Milan 1-0

Marcatore: s.t. 16' Ronaldo (J)

Assist: s.t. 16' Ronaldo (J)

Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Bentancur (41' s.t. Bernardeschi), Pjanic (19' s.t. Emre Can), Matuidi; Dybala, Ronaldo, Douglas Costa (45' s.t. Khedira). A disp. Perin, Pinsoglio, Del Favero, De Sciglio, Kean, Rugani, Spinazzola. All. Allegri

Milan (4-3-3): G. Donnarruma; Calabria, Zapata, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Bakayoko, Paquetà (26' s.t. Borini); Castillejo (25' s.t. Higuain), Cutrone (29' s.t. Conti), Calhanoglu. A disp. Reina, A. Donnarumma, Mauri, Bertolacci, Montolivo, Abate, Musacchio, Strinic, Laxalt. All. Gattuso

Arbitro: Banti di Livorno

Espulso: s.t. 28' Kessie (M)

Ammoniti: p.t. 21' Calhanoglu (M), 26' Alex Sandro (J), 44' Pjanic (J), 45' Castillejo (M); s.t. 37' Calabria (M), 42' Rodriguez (M), 49' Dybala (J)