Sampdoria-Milan 0-2

Rafael 5: si prende qualche rischio giocando la palla con i piedi anche in situazioni complesse, ma è attento quando viene chiamato in causa nei due tempi. Male invece ai supplementari. L'incornata da due passi di Cutrone non gli lascia scampo, anche se l'estremo difensore brasiliano sembra un po' incerto, combattuto tra uscire e rimanere in porta. Brutta l'indecisione sul raddoppio sempre di Cutrone.

Sala 6: ordinato, anche se alcuni suoi svarioni spaventano la Samp. Gioca una gara estremamente dispendiosa dal punto di vista delle energie. 

Tonelli 5: comanda la retroguardia doriana con le buone maniere, ma spesso anche con modi meno 'delicati'. Commette però un errore che costa carissimo al Doria, quando si dimentica Cutrone in occasione del gol rossonero. Peccato, perchè l'ingenuità abbassa drasticamente il suo giudizio.

Andersen 5,5: francobolla Higuain, di certo non il cliente più semplice della Serie A. Ha un momento di sbandamento alla fine del primo tempo, quando due suoi buchi liberano a davanti alla porta proprio il Pipita e Castillejo. Per fortuna della Samp i rossoneri non inquadrano lo specchio. Nel resto dell'incontro non lascia ma spazio all'ex bianconero, anche lui però perde Cutrone sul raddoppio. 

Murru 6,5: che bel terzino è diventato. Copre, chiude, riparte e crossa per centoventi minuti. Oggi il migliore della retroguardia.

Praet 5,5: al Doria di Coppa manca il suo apporto. Non commette errori particolari, ma troppo spesso passa il pallone in orizzontale, scegliendo la giocata più scontata. Dal numero 10 ci si aspetta qualcosa di più, l'emblema della sua gara è un corner sbilenco ai supplementari con il Milan in vantaggio.

Ekdal 6,5: tocca un'infinità di palloni, e non sbaglia mai il passaggio. Superbo il tentativo dai 25 metri che Reina alza sopra alla traversa. Non si ferma mai, anche se è quello che corre di più.

Linetty 6: parte con la solita grinta, ma la sua partita dura soltanto un quarto d'ora. Esce per infortunio.
(dal 20' p.t. Jankto 6: ha una grossa chance per poter mettere in difficoltà nelle scelte Giampaolo, e parzialmente ci riesce. Verticalizza spesso, e con alcuni suggerimenti libera i compagni da buona posizione. Prova ad organizzare anche qualche contropiede. Si perde un po' nel finale)

Ramirez 6: dinamico e attivo nel primo tempo, ha un paio di buone occasioni ma prima trova l'opposizione di Reina, e poi di testa non inquadra la porta. Comincia bene anche la ripresa poi cala, forse stanco. 

(dal 31' s.t. Saponara 6: pronti via, ha la palla che fa gridare al gol. Il suo diagonale sfiora il palo ed esce di un soffio. Nei supplementari invece è Reina a negargli la gioia della rete). 

Caprari 6,5: guizzante e rapido. Un po' confusionario, ma vivace, tanto è vero che spesso riesce a sfuggire al diretto marcatore creando alcuni pericoli alla retroguardia rossonera. L'assist che Quagliarella calcia a lato è una delizia. 

(dal 47' s.t. Defrel 5: Giampaolo si gioca la carta della rapidità, cercando di approfittare di un Milan stanco. Il francese non ci riesce mai, pur essendo uno dei più freschi in campo).

Quagliarella 6: parte con il freno a mano tirato, ma il primo pericolo per il Milan nasce da una sua giocata. Non è però il solito Quagliarella, sbaglia anche un invitante suggerimento di Caprari attorno al 75'. Il gran dispendio di energie gli vale la sufficienza. 

(dal 4' p.t.s. Kownacki 6: per poco non tocca proprio al polacchino sbloccare la gara. Non si sa come la sfera termina tra le mani di Reina, dopo una complicata deviazione del centravanti a due passi dalla linea di porta. Replica nel secondo tempo supplementare, ma il portiere spagnolo si supera. Dimostra di muoversi bene, è più sfortunato che impreciso).


All. Giampaolo 6: ferma sullo 0-0 il Milan nei tempi regolamentari, anzi, la sua Samp ai punti forse avrebbe meritato qualcosa di più. Presenta la miglior formazione possibile, escluso il cambio in porta, e i blucerchiati rispondono con una partita ordinata e gagliarda. La Samp paga l'inesperienza e la poca lucidità ai supplementari, ma giocando come nei 90 minuti i doriani possono affrontare qualunque formazione senza paura. E l'innesto di Gabbiadini gli serve come il pane.