Se davvero sarà Maurizio Sarri il prossimo allenatore della Juve, il popolo bianconero potrà dire di aver trovato finalmente uno che vince in Europa. Quello che, in Champions League, non è mai riuscito ad Allegri (due finali perse) e ciò che Conte ha visto solo con il binocolo (si era fermato alla semifinale della stessa competizione conquistata dall’ex tecnico napoletano), riesce all’uomo che fino a ieri sera non aveva vinto niente anche perché, al contrario degli ex calciatori pieni di boria, lui la gavetta se l’è dovuta fare tutta. A 60 anni Maurizio Sarri non solo conosce il sapore di un successo sportivo importante, ma forse entra in dirittura finale per la consacrazione della sua carriera.

Arrivare alla Juve - ammesso che avvenga - non garantisce una serie di vittorie scontate, ma sancisce che la sfida più alta (prendere la Champions) è cominciata anche per lui. Già li avevo immaginati i discorsi degli juventini: come si fa a prendere un allenatore che si presenta con la tuta, che dice parolacce (come se Allegri e Conte venissero da Oxford), che non regge la pressione e, soprattutto, che non ha nemmeno un trofeo in bacheca? Ora, invece, quel trofeo è arrivato, si chiama Europa League e Sarri è il primo allenatore italiano ad alzarla al cielo da quando l’hanno rinominata in questo modo. Prima era la vecchia cara Coppa Uefa e l’ultimo tecnico italiano ad averla conseguita, vent’anni fa, è stato Alberto Malesani, un altro borderline.

Sarri non ha vinto da solo, ma se il suo Chelsea ha travolto l’Arsenal (4-1) è perché ha fatto le scelte giuste (Emerson Palmieri preferito a Marcos Alonso, Pedro al posto di Willian e, soprattutto, Giroud per Higuain, ormai ridotto a riserva permanente), perché nel secondo tempo ha attuato un pressing che ha fatto perdere agli avversari palloni in zona calda, perché, dopo un inizio contratto, la sua squadra ha ritrovato le linee di passaggio, il ritmo, l’esattezza della manovra. Certo, la vittoria è anche nel segno di Giroud e Hazard. Il francese perché ha sbloccato il risultato (49’) con un guizzo aereo straordinario (assist di Emerson Palmieri), perché si è procurato un rigore solare (Maitland-Niles è franato su di lui) e perché ha servito un pallone formidabole per la seconda rete del belga. Hazard perché ha messo la palla del 2-0 per Pedro (60’), trasformato il rigore (65’), di fatto chiuso la partita (72’) dopo un’azione memorabile con Giroud. Se non ha segnato ancora è perché in porta, dall’altra parte, c’è stato un grande Cech, al passo d’addio dopo una carriera memorabile. Hazard, uscito a tre minuti dalla fine per l’ultimo tributo dei suoi tifosi, andrà al Real Madrid dove merita di stare. Per me è un fuoriclasse che, al massimo, deve avere più continuità, ma non possiede solo colpi personali. Gioca anche per la squadra e l’assist a Pedro lo conferma.

La finale di Europa League è stata una partita bruttina nel primo tempo, esaltante nella ripresa. L’Arsenal ha fatto una buona mezz’ora, poi si è esposto ad un’incursione di Emerson (respinta di Cech) e ad una conclusione di Giroud (bravo ancora Cech). Le premesse di un cambio di regime. Una volta subìto il primo gol, la squadra di Emery si è liquefatta. Gli errori a centrocampo che, nella prima parte, avevano caratterizzato la partita del Chelsea, si sono spostati sul fronte opposto. La punizione, pur durissima, poteva essere ancor più severa. A renderla meno crudele (si fa per dire) ha provveduto uno dei nuovi entrati (Iwobi) con un tiro liftato dal limite sell’area. Il gol è venuto sul 3-0, ma è bastato che il Chelsea premesse un altro po’ sull’acceleratore per chiudere ogni possibilità di rimonta.

A prescindere da come finirà la vicenda con la Juve, Sarri farà bene a lasciare il Chelsea comunque. Sia perché lo fa da vincitore (all’Europa League vanno aggiunti un terzo posto in Premier e la finale di Coppa di Lega), sia perché il Chelsea, oltre a vendere Hazard e, forse, qualcun altro, ha il mercato in entrata bloccato. Inoltre i tifosi dei blues non lo hanno mai amato e, dopo la catastrofica sconfitta in campionato con il Manchester City (6-0), ne hanno reclamato la testa al pari dei fetidi tabloid inglesi. L’Italia non è per forza meglio, ma qui il calcio di Sarri è capito e apprezzato da tutti. Una buonissima ragione per tornare a casa.







IL TABELLINO

Chelsea-Arsenal 4-1 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 4' st Giroud (C), 15' st Pedro (C), 20' st rigore Hazard (C), 24' st Iwobi (A), 27' st Hazard (C).

Chelsea: Kepa; Azpilicueta, Christensen, David Luiz, Emerson; Kanté, Jorginho, Kovacic (dal 31' st Barkley); Pedro (dal 26' st Willian), Giroud, Hazard (dal 44' st Zappacosta). All. Sarri.

Arsenal: Cech; Sokratis, Koscielny, Monreal (dal 21' st Guendouzi); Maitland-Niles, Torreira (dal 21' st Iwobi), Xhaka, Kolasinac; Ozil (32' st Willock); Lacazette, Aubameyang. All. Emery.

Arbitro: Rocchi (Ita)

Ammoniti: 11' st Pedro (C), 23' st Christensen (C).

@gia_pad