Novità al San Paolo: dopo tanto tempo una squadra ospite supera il Napoli alla voce possesso palla. Un margine non eclatante (47% vs 53%) nel complesso, che se da una parte parla dell’evoluzione dei partenopei sotto Ancelotti, dall’altra contribuisce comunque a rendere ancora più ambigua e contraddittoria la prestazione degli uomini di Gattuso. Il Milan ha perso 3-2, come sapete, perciò il dato sul possesso va ridimensionato in automatico. Tuttavia, occorre scandagliarlo in vista di Milan-Roma. Per un’analisi più corretta bisogna infatti segnalarne la natura, i picchi e i crolli. E i principali agenti.

Innanzitutto il Milan ha palleggiato prevalentemente nella propria metà campo: su un tempo effettivo di 29’ 39’’ di possesso, i rossoneri hanno impiegato 18’ 51’’, dunque il 64%, in costruzione bassa. In sostanza per uscire più o meno brillantemente, tra un brivido e un applauso, dalla pressione degli avversari. Il contrario ha fatto invece il Napoli, che ha registrato un buon 69% del proprio possesso di là dalla metà campo difesa. Più interessanti ancora però sono i picchi e i crolli: soltanto nell’ultima mezz’ora il Milan ha ceduto il pallino, in particolare nell’ultimo quarto d’ora. Si può interpretare il tutto come la conseguenza di un calo fisico collettivo, la mancanza di lucidità diffusa. Del resto per il Milan era la prima partita di campionato, era pensabile. C’è però una coincidenza su cui sarà bene riflettere. Al 58’, ancora in vantaggio di una lunghezza, Gattuso toglie Biglia per Bakayoko. E il francese va a piazzarsi sul vertice basso, ‘in cabina di regia’ tra Bonaventura e Kessié. Lì per lì poteva sembrare un cambio opportuno, nel senso che Biglia non aveva certo disputato una partita perfetta (ma la goccia che fa traboccare il vaso di Gattuso è una palla persa da Musacchio erroneamente attribuita al regista..). Qualche milanista avrà persino esultato. Fuori chi è lento, dentro chi ha gamba! Il calcio però è ben più complesso. In realtà, paradossalmente, l’ingresso di Bakayoko ha accelerato e agevolato la rimonta dei partenopei. Perdendo l’agente Biglia, il Milan è crollato concettualmente oltre che fisicamente.  
 
BIGLIA – Al di là delle 4 palle perse (come Allan, per dire, o come lo stesso Bakayoko in mezz’ora di gioco), Biglia si è rivelato imprescindibile ed essenziale per la manovra rossonera. Ma allora perché non convince del tutto? E’ che i suoi errori avvengono, per quel che dicevamo sopra intorno alla natura del possesso del Milan, in zone di campo molto basse, e dunque molto pericolose. Sono perciò più appariscenti di altri (Kessié ne ha perse 5 di palle, Calabria 9). Dai e dai, l’argentino è il giocatore più esposto da quando il Milan si ostina a uscire da dietro, sempre e comunque, con manovre ragionate. Così qualcuno si sarà certamente scordato che i due gol del Milan nascono entrambi da un’apertura di Biglia per Suso. Ecco ad esempio la sciabolata che fonda il raddoppio di Calabria.    



Prendo questa azione perché in fondo è la più emblematica: prima di segnare, il Milan ha tracciato sul terreno la bellezza di 27 passaggi, portando a spasso il Napoli per più di un minuto senza interruzioni, da una parte all’altra del campo. Il giocatore che ha effettuato più passaggi (5) in questa manovra magistrale è stato proprio Biglia, apertura finale compresa. Dunque attenzione quando si critica l’argentino. Se volete un Milan forte nel dominio, un Milan che provi a imporsi persino al San Paolo, Biglia è il solo regista in rosa che può consentirlo.   
 
BAKAYOKO VERTICE BASSO - Ma le difficoltà di Bakayoko, all’esordio, non hanno condizionato solo la costruzione bassa del Milan. Schierato da Gattuso nel vertice di centrocampo, ha faticato soprattutto a trovare la posizione in fase difensiva. A un Milan che si andava allungando, si è aggiunto un giocatore che, per caratteristiche, fatica a dare equilibrio da solo a una squadra, in quanto preferisce difendere in avanti, attratto com’è dal pallone e dall’uomo. Una peculiarità che, a seconda del sistema, del ruolo e dell’atteggiamento di riferimento, può rivelarsi un pregio oppure un difetto.
 


Prima del pareggio, il Napoli aveva prodotto un’altra occasionissima, quasi un rigore in movimento sempre con Zielinski. Nell’immagine sopra siamo all’inizio di questa azione: Albiol apre per Hysaj, che a sua volta cerca dentro Callejon. Come al solito il Milan esce con la mezzala (Bonaventura) sul centrale avversario mantenendo l’esterno alto (in questo caso Borini) più basso, e stretto. Bakayoko, più portato a occupare la mediana in un doble pivote che da vertice basso, segue Allan, mentre Kessié si alza sul regista del Napoli (Hamsik). E Zielinski chi lo prende? 


Secondo Guidolin, commentatore Dazn, Bakayoko avrebbe dovuto sganciarsi tempestivamente dalla marcatura su Allan per andare a schermare la difesa (entrare in area o comunque posizionarsi più al centro) e dunque impedire il passaggio di Callejon per Zielinski.  Forse qui pure Kessié si è dimenticato di fare la diagonale (magari perché cresceva la stanchezza, o forse per semplice disattenzione). Fatto sta che Zielinski è arrivato al tiro tutto solo, e per poco non segnava. Un’avvisaglia.  
Ecco invece il giusto posizionamento di Biglia in una situazione simile e di poco precedente. 



BAKAYOKO-KESSIE – Dopo il 3-2, quando ormai era troppo tardi, Gattuso ha cambiato modulo inserendo Cutrone al posto di Bonaventura e dal 4-3-3 è passato al 4-2-4/4-2-3-1. Lo deve aver fatto un po’ per rispondere al sorpasso del Napoli e tentare il tutto per tutto, un po’ per ricollocare Bakayoko nel suo vero ruolo. A questo punto era interessante notare come dei due fosse più Kessié ad abbassarsi per impostare. Ci si può chiedere ora se questa soluzione sia auspicabile per il Milan anche un domani, e magari dal primo minuto.   
 


La risposta a mio avviso è no, soprattutto nel breve periodo. Tutto ciò che di buono si è visto per 4/6 della gara col Napoli salterebbe. Il Milan, anche quest’anno, è stato pensato per giocare col 4-3-3, un 4-3-3 che può trasformarsi in 4-2-3-1 grazie ai movimenti di Bonaventura (vedi la prima immagine dell’articolo, dove il numero 5 del Milan al momento del lancio di Biglia si trova accanto a Higuain). Questo modulo ibrido necessita della presenza di un regista puro, una mezzala di sostanza che all’occorrenza e in situazione può abbassarsi e affiancare il vertice basso (vedi ancora Kessié nella prima immagine), e infine una mezzala tecnica d’inserimento. Ora come ora Bakayoko dovrà innanzitutto capire i movimenti richiesti da Gattuso, ruolo per ruolo. E’ ancora presto per parlare di titolarità nel suo caso. Dopo questo debutto non proprio brillante è probabile che venga utilizzato solo da mezzala, e a partita in corso. Il problema, già venerdì sera con la Roma, è se Biglia stecca.